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nUgualieFratelli-
un anno di lavoro per i diritti dei migranti
7 luglio 2006 – M.Marchioli
Un anno per realizzare il progetto per i
lavoratori migranti ‘Uguali e Fratelli’; è questo il tempo che si dà la Cgil di
Chieti, dal primo luglio 2006 al trenta giugno 2007. Un progetto illustrato il 7
e l’8 luglio a San Vito Chetino, in occasione della Festa dei diritti.
I diritti dei lavoratori migranti che in tutto il mondo ogni anno sono sei
milioni, persone che lasciano i paesi di origine per ragioni socio-econimiche e
politiche, le carestie, le guerre e le oppressioni principalmente spingono
questa gente verso i paesi occidentali. Una rete, ricorda la Cgil, che è sempre
più solida e organizzata. Gli immigrati già stanziati nei paesi d’arrivo fanno
da ponte per coloro che vogliono arrivare. L’integrazione dei trasporti e della
comunicazione facilita questi spostamenti.
“Gli squilibri economici mondiali sono noti: il 60% della ricchezza mondiale è
detenuto dall'America e dall'Europa, che costituiscono solo il 25% della
popolazione. Il reddito medio annuo del pianeta, secondo i dati presentati alla
conferenza di Ginevra -giugno 2004- da ILO (International Labour Office), è pari
a 5000$, ma scende alla metà per i Paesi in via di sviluppo.” Dicono dalla Cgil,
e il reddito scende sempre di più insieme al livello occupazionale; l’1,4
miliardi di lavoratori che guadagna 2 dollari al giorno è affiancato ogni anno
da 100 milioni di disoccupati, quasi tutti residenti nei Paesi in via di
sviluppo.
I paesi occidentali, però, secondo l’Onu e l’Ilo, hanno bisogno di circa 40
milioni di immigrati che svolgano lavori che la popolazione europea non può
svolgere, perché sempre più vecchia e meno attiva. “Nonostante però la loro
utilità, i lavoratori immigrati continuano a subire svantaggi, irregolarità,
soprusi e lesioni di diritti ”, continuano alla Cgil. “Il Governo e le
Istituzioni pubbliche hanno la responsabilità di garantire l'eguale trattamento
previsto dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali,
un'organizzazione come la CGIL, invece, quella di rivendicare misure capaci di
migliorare le condizioni degli immigrati, contrastare il razzismo e la
discriminazione, aiutare i migranti nel rapporto con i datori di lavoro e con le
Amministrazioni Pubbliche. La CGIL di Chieti, attraverso il progetto “UGUALIeFRATELLI”,
intende perseguire, nel territorio provinciale, tutte quelle azioni necessarie
ad assumere la responsabilità anzidetta.”
Michele Marchioli, segretario generale della Cgil di Chieti, illustra la
situazione dei lavoratori immigrati nella provincia. Nel dicembre del 2004 erano
8720, di cui 2336 minori e il 53,9% femmine. La maggior parte di loro arriva da
tre paesi, in ordine di percentuale, Albania, Romania e Marocco. Circa metà,
4318, è iscritta ai Centri per l’Impiego, ma il 59,9% di questi non ha mai
lavorato. Una punta di ottimismo cresce quando si leggono i dati sui contratti
di lavoro, 2682 nel 2004, con una crescita del 22,60% dall’anno precedente; tra
coloro che l’hanno ottenuto, però, l’80% non ha alcun titolo di studio. Hanno
invece una buona prospettiva i giovani immigrati, gli studenti sono 1673, i più
numerosi frequentano la scuola primaria (550) e l’Università ‘D’Annunzio’ (405).
Infine, sempre nel 2004, i permessi di soggiorno sono stati così suddivisi: 2963
per contratto lavoro subordinato, 2569 per ricongiungimento familiare, 278 per
lavoro autonomo.
Marchioli afferma come il progetto punti a diversi obiettivi, riassumibili in
sette ‘azioni’ principali. “Innanzitutto”, spiega il segretario generale, “la
Cgil di Chieti vuole costruire una rete provinciale di Associazioni e
Istituzioni che si occupano delle problematiche legate ai diritti degli
immigrati; quindi come secondo punto garantire questi diritti attraverso la
contrattazione territoriale, per eliminare le discriminazioni, noi per esempio
cominceremo con l’incremeto di lavoratori immigrati nei nostri organismi.” Un
altro aspetto fondamentale, continua Marchioli, è quello di offrire servizi
qualificati, aumentando l’attività degli Uffici Immigrati (è prevista l’apertura
di uno anche a Vasto) e integrando i vari sportelli per migliorare la
consultazione.
Un occhio particolare è rivolto ai più deboli, con la maggiore attenzione verso
le persone malate e con problemi di varia natura, e verso i più piccoli; “è
nostra intenzione collaborare con le scuole e con le direzioni didattiche per
assicurare diritti fondamentali agli alunni stranieri, quali ad esempio percorsi
personalizzati.” Gli ultimi due punti riguardano l’incremento della cultura; per
gli immigrati, nelle vesti di formazione e promozione nell’ambito lavorativo,
per aumentare la conoscenza dei costumi e delle leggi italiane; e per gli
italiani, con la pubblicazione e la diffusione di lavori che riguardino la vita
e le difficoltà dei lavoratori migranti, affinché ‘tutti conoscano il loro vero
dramma’.
Il progetto ha tempi precisi e scanditi. “Andremo avanti”, afferma il
segretario,“secondo una tabella di marcia rigorosa, Un organigramma che prevede
un obiettivo-evento per ogni mese, per 12 mesi”.
Si comincia con una festa.
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