LA CRISI C’E’

di Mario Codagnone

Segretario provinciale CGIL Chieti


Sarà un autunno difficile. Continuano a crescere il numero delle persone in cassa integrazione e in mobilità. Il Paese avrà una forte contrazione del reddito e dell’occupazione e i prossimi mesi saranno molto pesanti. Serve una seria politica industriale, il sostegno all’occupazione, l’estensione e l’allargamento degli ammortizzatori sociali, il raddoppio delle settimane dell’utilizzo delle cassa integrazione ordinaria, contrastare i licenziamenti. Per gestire con equità questa crisi serve una nuova politica dei redditi che attraverso il fisco garantisca una più equa redistribuzione delle risorse e sposti sui lavoratori dipendenti e sui pensionati riduzioni fiscali significative.

Serve un contratto nazionale forte che difenda il potere d’acquisto dei lavoratori e va cambiato l’accordo separato sulle regole contrattuali che la CGIL non ha firmato perché indebolisce il contratto nazionale e non rafforza la contrattazione aziendale, soprattutto in questa situazione di crisi.

L’accordo separato, voluto da Confindustria e Governo, condiviso e firmato da CISL e UIL, sta producendo piattaforme separate e divisioni tra le sigle sindacali di categoria e tra i lavoratori.

In queste settimane abbiamo svolto come FIOM-CGIL tante assemblee nelle aziende metal meccaniche nel vastese e in tutta la provincia per discutere con i lavoratori e far votare a tutti la nostra piattaforma sul rinnovo del biennio economico, nella quale chiediamo aumenti per il 2010-2011 di 130,00 euro. Migliaia di lavoratori hanno partecipato alle nostre assemblee e la nostra piattaforma ha avuto il voto favorevole di più del 90% di quelli che hanno votato, circa 7000 lavoratori nella provincia di Chieti. L’impegno della FIOM sarà quello di cercare di tutelare i salari dei lavoratori, il lavoro e le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e non di subire passivamente le imposizioni delle imprese e di Federmeccanica che tentano di peggiorare le condizioni e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

La nostra provincia e il vastese stanno subendo una durissima crisi con migliaia di giovani lavoratori precari senza reddito e fuori dai posti di lavoro e con tante settimane di ricorso alla Cig/o. Al momento non si intravede il superamento di questa crisi anche nel nostro territorio, soprattutto per le aziende collegate al settore dell’auto e dell’indotto. Negli ultimi tre-quattro mesi si ha una situazione produttiva buona alla Denso e alla Tyco Electronics AMP Italia di san Salvo, ma per il resto vi sono tante sofferenze.

La situazione generale al momento sembra solo che possa peggiorare; questo nel settore metalmeccanico. Vi sono inoltre tante altre situazioni di crisi in altri settori e tante altre Aziende sono in forte difficoltà e hanno bisogno di iniziative di sostegno e di rilancio. Merita una forte attenzione la difficoltà che sta attraversando un’Azienda storica come la FLOVETRO di San Salvo con più di 100 dipendenti. Sicuramente è una vertenza difficile, ma le due Proprietà devono trovare una soluzione di rilancio produttivo ed occupazionale dello stabilimento.

Inoltre tanti altri lavoratori di piccole e medie aziende lamentano nelle nostre sedi ritardi di pagamenti e mancanza di premi di gratifiche feriali.

Come si evince la situazione in generale è fortemente preoccupante sul piano del lavoro, del reddito, ma anche della dignità umana dei lavoratori che spesso viene calpestata e questi, rimanendo senza o con poco lavoro, perdono la loro autostima con ripercussioni familiari e sociali.

Al centro del sistema economico, quindi, si deve rimettere l’uomo e il valore del lavoro.

Caritas in veritate” , l’enciclica sociale del Papa, corregge l’etica del capitalismo: “la crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino e diventa occasione di discernimento”. Sono colti gli aspetti essenziali della crisi, il lavoro decente per tutti e i pericoli della deregolamentazione selvaggia, il rilancio del ruolo dei sindacati per un’economia di mercato solidale, la riforma dell’ONU e il governo della globalizzazione. Serve un nuovo inizio per affermare la giustizia sociale. Nello specifico della nostra realtà servono aiuti concreti ai lavoratori ed alle proprie famiglie, politiche complessive di sostegno allo sviluppo, un piano strategico territoriale con infrastrutture all’altezza per rilanciare e dare un ruolo forte alla grande e alle piccole imprese, nuove attività nelle aree industriali del vastese per lo sviluppo occupazionale, con la partecipazione attiva delle Istituzioni (regionale,provinciale e locale) e di tutte le associazione delle imprese. Servono atti concreti e non parole perchè la crisi c’è.

Vasto, lì 30 luglio 2009

Mario Codagnone

Segretario prov. FIOM e CGIL