La crisi del tessile

di Giuseppe Rucci – Segretario Generale FILTEA CGIL Chieti

 

Il settore tessile in provincia di Chieti vive un momento di profonda crisi, una crisi che si è aggravata ulteriormente al punto che fioccano le richieste di cassa integrazione. E, in assenza di una netta inversione di tendenza, il rischio è che si apra una procedura di mobilità per centinaia di addetti.

Per quanto riguarda le singole vertenze sul territorio, alla Sixty di Chieti alla cassa integrazione straordinaria già attivata nei confronti di 70 dipendenti, si è aggiunta una richiesta da parte dell’azienda di altre otto settimane di cassa integrazione che riguarderà fino a un massimo di cento lavoratori. Con la richiesta attuale salgono a 16 le settimane di cassa integrazione ordinaria di cui il colosso della moda ha già usufruito.

Per quanto riguarda l’area del Vastese, la Gissi Confezioni e il Pantalonificio d’Abruzzo (entrambi del gruppo Canali) hanno fatto richiesta per 13 settimane di cassa integrazione ordinaria ma altra cassa avevano già fatto prima delle ferie estive. E, sempre per quel che riguarda i grandi gruppi, la Golden Lady ha chiesto altre 13 settimane di cig che fanno salire a 45 le settimane di cassa integrazione consecutive alle quali l’azienda ha fatto ricorso.

Un comparto all’emergenza.

Si stanno creando situazioni esplosive e tra i problemi c’è anche la mancanza di liquidità delle aziende a causa delle difficoltà di accesso al credito. In questo quadro è davvero paradossale sentir parlare di partecipazione agli utili da parte dei lavoratori e di contrattazione di secondo livello.

Le aziende non stanno producendo e non sanno neppure se andranno avanti. Parlare di queste cose è una presa in giro. Piuttosto è necessario rilanciare, anche a livello locale la proposta di raddoppiare, da 52 a 104, il numero delle settimane di cassa integrazione ordinaria autorizzabile che, al contrario della straordinaria, si autofinanzia e dunque non rappresenta un costo per la collettività.

Per tentare di uscire da queste situazione è necessario coinvolgere le istituzioni locali affinché si possa provvedere a garantire un sostegno al reddito ai tanti lavoratori interessati.

 

Chieti, 17 settembre 2009