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10 azioni
per attuare la 180
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Insistere con l’approccio globale,
dove il sanitario è un aspetto non esclusivo degli interventi e
delle relazioni necessarie, dove la persona è soggetto che partecipa
attivamente e non solo oggetto di cura.
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Perseguire la Salute come benessere
fisico, psichico e sensoriale, come diritto del singolo e come
interesse della collettività, in riferimento alle profonde mutazioni
sociali che hanno mutato il quadro epidemiologico in questi anni.
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Investire di più sulla Prevenzione
agendo sui determinanti di salute: la casa, il reddito,
l’ambiente, il lavoro, il migrare, i ritmi e gli stili di vita
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Agire attraverso il miglioramento
della qualità della vita delle persone affette da malattie
psichiche: inclusione sociale e lavorativa, tutela dei loro diritti
e della loro dignità.
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Realizzare una diffusa rete dei
servizi territoriali sociali e sanitari in grado di garantire
percorsi sempre più personalizzati utilizzando le risorse
disponibili in modo flessibile.
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Ripensare le strutture residenziali
inserendole davvero nel territorio e nel progetto di assistenza
del Dipartimento di salute mentale, incrementare i gruppi
appartamento.
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Qualificare le professionalità e
lavorare in modo integrato rispettando e valorizzando l’apporto
professionale di ciascuno.
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Ristabilire un governo del servizio
pubblico degli interventi realizzati nei soggetti privati e
della cooperazione sociale, utilizzati troppo spesso più per il
contenimento della spesa pubblica che per riconoscere il valore
aggiunto del privato sociale.
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Riconoscere concretamente l’importante
risorsa della partecipazione attiva dei familiari e delle
loro associazioni che hanno l’esigenza di poter contare su servizi
adeguati, accessibili e disponibili.
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Impegnare risorse sufficienti
per i servizi di salute mentale: assegnare e spendere almeno il 5%
del Fondo Sanitario Regionale per la salute mentale.
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...... il 31 luglio 2009
la segreteria regionale della CGIL Abruzzo ha avanzato 4 proposte per la
psichiatria abruzzese:
L'indagine della Commissione
Parlamentare sulla Sanità sulle strutture di riabilitazione psichiatrica
del Gruppo Villa Pini, e le ulteriori verifiche del Dipartimento di
Prevenzione della ASL di Chieti, hanno confermato il grave, vergognoso
ed incivile stato in cui sono tenuti i pazienti psichiatrici in Abruzzo
e, in particolare, nella provincia di Chieti. A questo punto è
necessario che:
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si obblighi la
proprietà del Gruppo Villa Pini ad adeguare strutture, assistenza e
personale secondo gli standard di legge
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la Regione dia avvio al riordino
della residenzialità psichiatrica
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si proceda a riclassificare le
strutture attraverso la valutazione funzionale e individuale dei
pazienti da parte del Centro di Salute Mentale
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si rimoduli il Piano di Rientro dal
deficit sanitario per potenziare i Dipartimenti di Prevenzione e
quelli per la Salute Mentale.
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