CGIL Camera del Lavoro Territoriale di CHIETI
 
 
       

Gruppo VILLA PINI

Il Gruppo Villa Pini si compone di tre Case di Cura: la Villa Pini d'Abruzzo di Chieti, La Santa Maria di Avezzano e la Sanatrix dell'Aquila; Un Centro di Riabilitazione ad alta attività assistenziale; L'Istituto di riabilitazione estensiva Maristella; Strutture di riabilitazione Psichiatrica; 19 Centri di Riabilitazione ambulatoriale San.Stef.A.R. diffusi sul territorio abruzzese e molisano; Il Centro di diagnostica ambulatoriale Villa Verde ed il Centro residenziale protetto "Il Piccolo rifugio La Cicala" di Atessa. 

La Galassia Angelini (articolo IL CENTRO del 3 novembre 2009)

 

 

27 maggio 2010

La sentenza della Camera di Consiglio del Tribunale di Chieti che ha dichiarato il fallimento ma con esercizio provvisorio delle Società San Stefar e Maristella (Istituti ex art.26 per disabilità fisiche, psichiche e sensoriali), di cui è titolare Chiara Angelini, costituisce un elemento positivo nel contesto della crisi del Gruppo Villa Pini.

Non è mai una buona notizia il fallimento di un'azienda, meno che mai il fallimento di un' azienda sanitaria, le cui caratteristiche, riguardando la salute dei cittadini, presentano aspetti particolarmente  delicati e coinvolgenti, insieme, il lavoro degli operatori sanitari, i diritti dei cittadini ad essere curati ed una rilevante quota della ricchezza territoriale.

Tuttavia, nel caso specifico del Gruppo Villa Pini, la decisione del fallimento con esercizio provvisorio può costituire il primo passo per una soluzione della vertenza che si trascina da oltre un anno.

Infatti, grazie all'esercizio provvisorio l'attività può riprendere, l'assistenza può essere garantita, i lavoratori possono essere pagati.

Adesso è necessario, però, che la Regione faccia sollecitamente la sua parte, assegnando l'accreditamento necessario alla curatela fallimentare.

                                                                                                                                                                 

 

24 aprile 2010

La società NEUROMED, nell'incontro che si è tenuto il 23 aprile 2010, ha proposto alle OO.SS. una bozza di verbale di consultazione sindacale ai sensi dell'art. 47 Legge 428/90 per definire una proposta di concordato preventivo teso ad evitare il fallimento delle società SAN STEF.AR, MARISTELLA, LA CICALA, SANATRIX e SANTA MARIA.

Le OO.SS. hanno ritenuto tale proposta inaccettabile in quanto peggiorativa rispetto alle garanzie legislative previste per il lavoratori nei casi di fitto e successivo acquisto di azienda.

Nella bozza presentata non sono state prese in debita considerazione le proposte del Sindacato, in particolare il documento non forniva le necessarie garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori coinvolti.

Leggi il comunicato stampa unitario

                                                                                                                                                                 

 

Comunicato stampa CGIL Abruzzo del 14 marzo 2010

Nella sua delibera n.15/2010 del 18 febbraio 2010, pubblicato sul BURA del 12 marzo 2010, il Presidente della Giunta Regionale Chiodi, nella sua qualità di Commissario ad acta, nel fissare il tetto di spesa per l'anno 2010 delle strutture sanitarie private, ex art.26 della legge 833/78, ha eliminato dall'elenco di dette strutture il San Stefar, il Maristella e Villa Pini d'Abruzzo srl (CDR Alta Intensità), tutte facenti parte dell'omonimo gruppo, cioè le strutture alle quali la Giunta Regionale ha sospeso l'accreditamento.

Nel provvedimento di sospensione la Giunta si impegnava a trovare una soluzione per dette strutture entro tre mesi dal provvedimento, cioè entro il 20 aprile prossimo. La soluzione non è stata prospettata; si procede, invece, ad eliminare tali strutture dall'elenco ex art. 26, quasi a decretarne la fine.

Se ne può dedurre che la Giunta Regionale ormai agisce nel più totale e beffardo disinteresse della sorte dei dipendenti di dette strutture e dei loro pazienti, rinviando all'incontro del 17 marzo con il ministero dell'economia e della salute ogni decisione.

Forse si cerca solo di guadagnare tempo nei confronti di sindacati e lavoratori, mentre la delibera adottata prefigura una drammatica assenza di futuro per le strutture riabilitative del gruppo Villa Pini. Nel frattempo, nel teramano sorgono nuove strutture doppione di quelle eliminate da Chiodi.

Se così è, adotteremo tutte le misure di lotta necessarie per opporci alle decisioni di una Giunta che ormai opera e decide ingannando in modo clamoroso e sprezzante i lavoratori, i pazienti e l'intera opinione pubblica abruzzese.

                                                                       Angela Scottu

                                                                       Segretaria regionale

                                                                       Responsabile Dip.to Sanità

 

                                                                                                                                                                 

 

COMUNICATO STAMPA del 22 gennaio 2010

A proposito dell'incontro a L'Aquila del  21 gennaio 2010 con il presidente della Giunta Regionale Chiodi e l'assessore Venturoni,  si dichiara quanto segue:

Il sindacato non può che dichiararsi insoddisfatto per un ennesimo incontro a vuoto con la Giunta Regionale che ha reso ancora una volta evidente come essa non riesca ad intervenire con la tempestività e la determinazione che la gravissima situazione richiederebbe.  Chiodi ha affermato che lo stato di crisi del gruppo Villa Pini (che mercoledì ha avuto notificate le sospensioni dell'accreditamento per tutte le strutture del Gruppo) “è conclamato”, cioè evidente e indiscutibile, ma ha poi aggiunto che, però, se non è Angelini a dichiarare lo stato di crisi non si può erogare la cassa integrazione in deroga, pur essendoci a disposizione i fondi necessari.

La proprietà di Villa Pini, dal canto suo, non si è presentata all'incontro inviando una beffarda comunicazione in cui afferma di non poter essere presente in quanto “impegnata ad assicurare la continuità dell'Azienda nell'interesse dei lavoratori”. Insomma, dopo aver portato alla fame i suoi dipendenti (9 mesi senza stipendio), adesso Angelini si diverte anche a prenderli in giro. Inqualificabile.

Dal canto suo Chiodi continua a trincerarsi dietro ostacoli formali che, certo, ci sono, ma che si potrebbero superare con una forte pressione politica sul governo, dal momento che, come ha detto lo stesso Chiodi, e confermato da Roma l'assessore Gatti, i soldi per la cassa integrazione in deroga ci sono.

                                                                        Angela Scottu

                                                                       Segretaria regionale

                                                                       Responsabile Dip.to Sanità

                                                                                                                                                                 

COMUNICATO STAMPA CGIL Abruzzo del 7 gennaio 2010

I lavoratori del gruppo Villa Pini assistono con crescente sconcerto e smarrimento all'accumularsi di notizie che delineano una situazione sempre più torbida e drammatica, mentre la Giunta Regionale, nonostante le nostre pressanti e motivate sollecitazioni ad agire, sembra aver scelto una irresponsabile latitanza. Rivelazioni su spregiudicate manovre finanziarie da parte del gruppo proprietario, che sembra da tempo preoccupato solo di “privatizzare” a proprio beneficio ingenti somme, ignorando con supremo cinismo il suo fondamentale dovere di retribuire i propri dipendenti, provocano nei lavoratori drammatico sconforto e vivissima indignazione. Nel contempo, si susseguono le notizie sui trasferimenti dei pazienti dei reparti psichiatrici del gruppo senza che nessuna misura venga presa affinché essi siano seguiti dagli operatori professionali che si sono occupati finora della loro assistenza. Anzi, la ASL di Pescara sta assumendo altro e diverso personale.  Le notizie sulle ipotesi di vendita del gruppo Villa Pini e su presunte dichiarazioni di insolvenza da parte della proprietà, accrescono la confusione e l'incertezza. La Giunta Regionale, cui pure diamo  atto di alcune recenti iniziative positive, non può alternare irresponsabilmente attivismo e momenti decisionali a lunghi periodi di disinteresse e di vuoto d'iniziativa. La situazione è drammatica e richiede una attenzione e una capacità di decisione  e di intervento costanti e decise. Le feste sono finite e sarebbe ora, lo diciamo in particolare al Presidente Chiodi e all'assessore Venturoni, di ricordarsi di coloro, come i lavoratori di Villa Pini, che non hanno certo avuto animo e mezzi per viverle serenamente.

                                                                                 

                                                                                         Angela  Scottu

                                                                                  Segretaria Regionale

                                                                                  Responsabile Dip.to Sanità

 

                                                                                                                                                                

 

COMUNICATO STAMPA del 5 gennaio 2010 di CGIL e CISL

Oggi 5 gennaio 2010 si è tenuta l'assemblea dei lavoratori del gruppo Villa Pini per fare il punto sulla vertenza in atto.  Negli incontri del 19, 23 e 31 dicembre 2009, la Giunta Regionale ha ribadito la propria disponibilità alla anticipazione di complessivi €. 15.000.000,00, previa firma degli accordi negoziali, utili per il pagamento di qualche mensilità ai lavoratori. Tale possibilità è stata vanificata prima dal disinteresse della proprietà e poi dall'intervento dei NAS di Pescara che hanno denunciato la necessità di recuperare dal Gruppo Villa Pini circa €.16.000.000,00 erogati negli ultimi 5 anni per prestazioni improprie di riabilitazione.

A fronte di tale situazione di stallo, aggravata dalle notizie di assunzioni di personale da parte delle ASL di Pecara e di Lanciano-Vasto-Chieti, per assistere i pazienti trasferiti dalle strutture psicoriabilitative degli Angelini, al di fuori del personale ivi operante, i lavoratori:

-         stigmatizzano il comportamento della Giunta Regionale, che a fronte della emergenza sociale e sanitaria rappresentata dalla vertenza Villa Pini, non agisce con la dovuta tempestività per attivare la sospensione dell'accreditamento prevista dalla legge regionale.

-         chiedono al Commissario ad Acta ed alla Giunta Regionale di assumersi la responsabilità politica di ricollocazione del personale e di rispettare, prioritariamente, l'impegno già dichiarato, ma al momento disatteso, di assicurare al personale operante nelle strutture psichiatriche la prosecuzione dell'assistenza ai pazienti trasferiti.

-         chiedono all'Assessore Gatti ed a tutta la Giunta Regionale di garantire, con la sospensione dell'accreditamento, l'erogazione immediata della cassa integrazione in deroga.

-         comunicano che dal giorno 7 di gennaio riprenderanno le azioni di lotta con presidio dei lavoratori nelle sedi istituzionali. Successivamente, giorno per giorno, verranno decise nuove iniziative in relazione all'evolvere della situazione. Lo sciopero dei lavoratori è stato proclamato per i giorni 19 e 20 gennaio.

 

CGIL ABRUZZO – CGIL FP ABRUZZO

Angela Scottu  -  Carmine Ranieri 

 

CISL ABRUZZO – CISL FP ABRUZZO

Vincenzo Traniello

 

                                                                                                                                                                 

Lettera CGIL e CISL del  9 dicembre 2009

 

Presidente Giunta Regionale

Assessore Regionale alla Sanità

Assessore Regionale al Lavoro

Prefetto di Chieti

e p.c. Presidente Commissione Parlamentare

d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale

Senatore Ignazio Marino


Oggetto: Strutture Sanitarie Gruppo Villa Pini – richiesta di intervento.


Chiediamo, di nuovo, un intervento urgente per ricondurre la gestione dell'assistenza e delle condizioni di lavoro nelle strutture sanitarie, indicate in oggetto, nell'ambito delle norme nazionali e regionali vigenti.

La situazione dei pazienti e del personale dipendente si fa di giorno in giorno più grave.

I lavoratori denunciano situazioni di crescente precarietà: il personale sanitario della clinica Santa Maria di Avezzano minaccia di bloccare i servizi nei prossimi giorni; presso la residenza assistenziale La Cicala di Atessa scarseggiano cibo e medicinali, mancano anche gli infermieri e, nella giornata di ieri, non sono state effettuate le terapie; presso la Casa di Cura Villa Pini di Chieti sono assenti per malattia circa 500 lavoratori su 698 in servizio; i servizi esterni (lavanderia-manutenzione) funzionano a singhiozzo a causa della morosità della proprietà; nelle strutture psichiatriche, in particolare, le condizioni di assistenza sono sempre più incivili: presso la Casa Famiglia di Via San Domenico 5 di Chieti, i dieci pazienti psichiatrici ospiti non possono usufruire della doccia per guasti alle tubature dell'acqua, ancora non riparate a distanza di un mese dalla segnalazione; presso la Casa Famiglia di Via Eugenio Bruno-Chieti si interrompe continuamente e per lungo tempo la corrente elettrica.

Se queste sono le condizioni di assistenza, stigmatizziamo, ancor più, la situazione di stallo che si è di nuovo venuta a creare dopo l'approvazione della L.R. n.27/09 e dopo gli impegni assunti dal Presidente Chiodi e dall' Assessore Venturoni in occasione dell'incontro avuto nella giornata del sopralluogo della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla volontà di richiedere l'intervento del Prefetto per il commissariamento. Nulla è stato fatto.

Siamo di fronte ad un comportamento irresponsabilmente dilatorio da parte della Giunta Regionale.

A tutt'oggi, da quanto ci risulta, non è stata ancora inviata la diffida alla proprietà del Gruppo Villa Pini, prevista dalla L.R. sopracitata. Improbabili, incomprensibili ed inaccettabili difficoltà burocratiche vengono poste come causa dei ritardi.

Nessuna convocazione abbiamo ricevuto per affrontare l' emergenza del mancato pagamento delle retribuzioni (siamo ormai ad otto mesi di mancato pagamento) ed il futuro occupazionale dei lavoratori.

In una situazione tanto drammatica, ogni lentezza di decisione e d'intervento della Regione e del Commissario ad acta, procrastina una risoluzione della vertenza che, invece, ha le caratteristiche dell'urgenza.

A tal proposito, ferma restando l'applicazione della nuova normativa sull'accreditamento delle strutture sanitarie, ma tenendo presente, in particolare, lo stato, prima di tutto, incivile in cui sono tenuti i pazienti psichiatrici e con essi gli operatori che li assistono e le perduranti condizioni critiche dell'assistenza e del lavoro, riteniamo che, nell'immediato, sia necessaria una richiesta di intervento della Regione al Prefetto per affidare, anche provvisoriamente, strutture e personale alla ASL competente per territorio.

Chiediamo con ogni urgenza (è inaccettabile ogni ulteriore ritardo), l'apertura di un confronto con gli assessorati regionali alla Sanità ed al Lavoro, per definire modalità di sostegno al reddito dei lavoratori nonché la loro ricollocazione.

Siamo,inoltre, estremamente preoccupati dello stato di depressione e prostrazione che sta colpendo i lavoratori, le cui reazioni impulsive verso questo stato di cose riusciamo a governare con sempre maggiore difficoltà. Il nostro è un vero grido di allarme per una condizione socialmente ed umanamente drammatica

Lunedì p.v., l'Assemblea dei lavoratori, da noi convocata, deciderà le ulteriori iniziative di mobilitazione.

 

CGIL ABRUZZO e FP CGIL ABRUZZO     CISL ABRUZZO e FPS CISL ABRUZZO

Angela SCOTTU - Carmine RANIERI         Maurizio SPINA - Vincenzo Traniello

 

 

                                                                                                                                                                

Lettera CGIL del 1 dicembre 2009

 

Sig.Prefetto di Chieti

Sig. Prefetto de L'Aquila

Presidente Giunta Regionale

Assessore Regionale alla Sanità

Direzione Regionale Sanità

Commissario ASL Chieti

Loro sedi


Oggetto: Crisi Gruppo Villa Pini-segnalazioni sulle condizioni di assistenza e di lavoro.

 

In allegato si trasmettono le relazioni-denunce, inviate alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'efficacia ed efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, redatte sulla base delle informazioni ricevute dai lavoratori.

Aggiornando la situazione alla data odierna, dobbiamo, purtroppo, insistere sulle pesanti disfunzioni che aggravano di giorno in giorno le condizioni di assistenza e di lavoro.

Come abbiamo più volte sottolineato, la sola morosità dell'azienda verso i fornitori di servizi e conseguente interruzione degli stessi sta rendendo le condizioni igienico-sanitarie delle strutture non solo incivili, ma rischiose per la salute di pazienti e lavoratori.

Oggi, presso le strutture psichiatriche e la stessa Casa di Cura Villa Pini di Chieti è stato di nuovo interrotto il servizio di lavanderia e di pulizia dei locali.

La ditta Agri, fornitrice dei pasti per i pazienti, ha di nuovo preannunciato il blocco del servizio, dando come ultimo termine per il pagamento il 5 dicembre c.a. Per il personale dipendente (40 unità) sono state previste 13 settimane di cassa integrazione in deroga.

Questa situazione si ripete ormai sistematicamente da tempo: la proprietà paga in piccola parte quanto dovuto ai fornitori, in tempo utile (l'ultimo giorno previsto dalla diffida) per scongiurare il blocco totale del servizio.

Simili comportamenti che denotano, a nostro avviso, una condotta amorale, spregiudicata, priva di qualunque senso di responsabilità, di rispetto e considerazione per pazienti e lavoratori sta pregiudicando il diritto alla salute ed al lavoro di un'intera comunità.

Il mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori, le condizioni di assistenza sopra descritte richiedono, a nostro avviso, un intervento immediato da parte di codeste Istituzioni.


Segretaria Regionale Confederale             Segretario Regionale FP

Angela Scottu                                              Carmine Ranieri

 

 

                                                                                                                                                                 

Lettera CGIL del 26 novembre 2009

Presidente

Commissione Parlamentare d'inchiesta

sul Servizio Sanitario Nazionale

Senatore Ignazio Marino

fax n.06/67066138

Oggetto: Crisi Gruppo Villa Pini d'Abruzzo-segnalazioni.

 

Egregio Presidente,

facendo seguito alla nostra nota, datata 23.11.09, e sulla base dell'informazione ricevuta dai lavoratori, le segnaliamo che nel Centro Residenziale di Riabilitazione Intensiva, (ex art.26 della Legge 833/78), situato nello stesso stabile della Casa di Cura Villa Pini, in Via dei Frentani n.228-Chieti, sarebbero fortemente carenti, in particolare, le condizioni igienico-sanitarie:

i pasti verrebbero trasportati in carrelli utilizzati anche per il trasporto della biancheria sporca;

la pulizia dei locali sarebbe carente;

la disponibilità dei farmaci sarebbe discontinua, tanto che il personale sanitario in servizio provvederebbe con mezzi propri ad assicurarli.

Nello stesso stabile della Casa di Cura Villa Pini di Chieti, è situato anche il Centro di Riabilitazione Estensiva ( ex art.26 L.833/78) denominato “Villa Maristella”.

Nel ringraziarla per la sua attenzione, la salutiamo cordialmente.

 

Segretaria Regionale Confederale CGIL               Segretario Regionale F.P.CGIL

Angela Scottu                                                          Carmine Ranieri

 

                                                                                                                                                                 

Lettera CGIL del 23 novembre 2009

 

Presidente

Commissione Parlamentare d'inchiesta

sul Servizio Sanitario Nazionale

Senatore Ignazio Marino

fax n.06/67066138

 

Oggetto: Crisi Gruppo Villa Pini d'Abruzzo-segnalazioni.

 

Egregio Presidente,

negli ultimi tempi si è acuita la crisi delle strutture sanitarie del Gruppo Villa Pini.

I lavoratori non percepiscono lo stipendio ormai da sette mesi; l'assistenza erogata risente, ovviamente, di questa condizione dei lavoratori in stato di forte stress psico-fisico (aumenta di giorno in giorno il personale assente per malattia), con punte di disagio e di protesta che hanno riguardato, in particolare, la Casa di Cura “Santa Maria” di Avezzano (i lavoratori sono saliti sul tetto della clinica, minacciando il blocco totale dei servizi) e la Residenza Assistenziale Piccolo Rifugio La Cicala di Atessa (CH) dove i lavoratori si sono incatenati ai cancelli.

Tutto questo nel silenzio delle Istituzioni. L'unica novità è costituita dalla recente approvazione in Consiglio Regionale di una normativa che integra la L.R. n.32/2007 in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, prevedendo la sospensione automatica dell'accreditamento e poi la revoca altrettanto automatica, in caso di mancato pagamento delle retribuzioni per almeno tre mensilità consecutive da parte delle strutture sanitarie, attualmente provvisoriamente accreditate.

Al di là dei giudizi di merito su detta normativa, resta da segnalare una condizione precaria e rischiosa per i pazienti, sempre più drammatica per i lavoratori.

In particolare, sulla base delle informazioni direttamente ricevute dal personale dipendente coinvolto, le segnaliamo quanto segue.

Lo stato di morosità del Gruppo Villa Pini verso i fornitori fa sì che alcuni servizi fondamentali vengano assicurati a singhiozzo.

E' il caso del servizio di lavanderia, in particolare, per i pazienti psichiatrici delle strutture denominate “ Le Villette”, con conseguente mancanza di ricambio degli indumenti, delle lenzuola, dei materassi;

è il caso del servizio di manutenzione, per cui presso la Casa Famiglia di Via San Domenico n.5 in Chieti Centro, i dieci pazienti psichiatrici ospiti non hanno potuto usufruire per circa venti giorni dell'acqua per lavarsi e cucinare a causa della rottura delle tubature che, non riparate, hanno richiesto la chiusura dell'erogazione, perchè la fuoriuscita dell'acqua inondava i locali sottostanti, appartenenti al negozio di abbigliamento “Terranova”.

E' il caso del Centro Residenziale “La Cicala” in Via Cavalieri di Vittorio Veneto n. 14 di Atessa (CH) che ospita disabili fisici e psichici ( la gran parte anziani non autosufficienti), dove lo scarso ed a volte interrotto rifornimento di generi alimentari fa sì che i pasti vengano assicurati al minimo grazie alla fantasia ed abilità degli operatori.

Inoltre la disponibilità quotidiana dei farmaci, in particolare in detto Istituto, verrebbe assicurata dai parenti degli ospiti dietro prescrizione dei medici di base di riferimento.

Nel ringraziarla per la sua attenzione, la salutiamo cordialmente.

 

Segretaria Regionale Confederale CGIL                  Segretario Regionale F.P.CGIL

Angela Scottu                                                             Carmine Ranieri

 

                                                                                                                                                                 

CGIL FP  e CISL FPS  Segreterie Regionali dell'Abruzzo.

 

I LAVORATORI DEL GRUPPO VILLA PINI

SENZA STIPENDIO DA OLTRE SETTE MESI

 

SCIOPERANO

Mercoledì 25 e Giovedì 26 novembre 2009

 

-         ALLA PROPRIETA’ CHIEDONO LA REGOLARITA’ DEL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI;

 -         ALLA REGIONE ABRUZZO CHIEDONO IMMEDIATEZZA DI DECISIONE IN MERITO ALL’ EMERGENZA CHE STA RENDENDO PRECARIO IL DIRITTO ALLA SALUTE PER I PAZIENTI E IL DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE PER I LAVORATORI.

  -         I LAVORATORI E IL SINDACATO ESIGONO LA PIENA ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ DA PARTE DI TUTTE LE ISTITUZIONI E STIGMATIZZANO L’INCAPACITA’ DELLE STESSE DI DECIDERE E L’ATTEGGIAMENTO DILATORIO CHE LE HA VISTE ASSENTI ANCHE NEI TAVOLI DI CONFRONTO.

 -     RITENGONO ORMAI INELUDIBILE E URGENTE L’APERTURA DI UN CONFRONTO CON GLI ASSESSORI REGIONALI ALLA SANITA’ E AL LAVORO SULLE PROSPETTIVE DELL’ASSISTENZA E DEI POSTI DI LAVORO DEL GRUPPO VILLA PINI.

 

Concentramento e Presidio

25 novembre ORE 9.00

Via C.  di Ruvo – Assessorato Sanità- PESCARA

 

                                                                                                                                                                

 

31 ottobre 2009 Riportiamo qui sotto l'articolo de "IL CENTRO" del 31 ottobre 2009, che riteniamo molto significativo nel rappresentare le condizioni in cui versano i lavoratori:

Villa Pini. Fiaccolata contro l’indifferenza
Lavoratori stremati da sette mesi senza stipendio e dalla poca solidarietà

PESCARA. Non è ancora cambiato nulla per i lavoratori della clinica Villa Pini. Stessa rabbia e so sconforto, l’ennesima manifestazione, ma di risposte, dicono «nemmeno l’ombra». Si sono ritrovati ieri sera a Pescara in via Conte di Ruvo, davanti all’assessorato alla sanità, per una fiaccolata che si è mossa tra i fischi di protesta lungo corso Vittorio Emanuele e corso Umberto I, fino a piazza Salotto. In tanti, da giorni, occupano la Regione, mangiano e dormono lì. Sui tavoli dell’assessorato, coperte, panini, carta igienica. Paola, giovane fisioterapista, è venuta con i suoi due bambini di nove e sei anni: «Non so dove lasciarli e allora li porto con me, e poi li tengo vicini, anche perché in casa si parla solo di soldi e difficoltà, ci sono il mutuo, le bollette, la retta della mensa da pagare». «E’ assurdo», le fa eco Angela Scottu della Cgil, «dobbiamo occupare la Regione per avere un tavolo di confronto». Le storie si accavallano, sembrano ripetersi. Antonella rischia di perdere la casa perché non ha i soldi per il mutuo, «mia sorella ha garantito per me, ma la banca non ne vuole più sapere». Dioniso racconta di Paola, anche lei fisioterapista, che nel fine settimana «va a raccogliere le olive per mantenere i suoi figli». Annarita arriva trafelata, stanca dopo l’ennesima giornata di «fatica gratuita» ma pronta a manifestare: «Lavoro da trent’anni, ma ora devono smettere di manovrarci perché abbiamo toccato il fondo». E poi ci sono bambini, il loro disagio comincia a sentirsi. Il figlio di Rocco ha sette anni e a scuola nel pensierino ha scritto: «Papà lavora a Villa Pini e ciò nonostante non prende lo stipendio». Giulia ha salutato la maestra: «Non ci vedremo più, siamo diventati poveri e torniamo in Puglia dai nonni». Claudia ha 10 anni e ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica chiedendogli di «aiutare la mamma». Una speranza sembra venire da Ignazio Marino, che quella lettera l’ha presa impegnandosi a consegnarla al presidente Napolitano. Ma insieme al malessere dalla folla arriva la denuncia: «La risonanza magnetica è rotta, ma in clinica si continuano a fare quindici interventi al giorno, senza esami strutturali, forse perché i medici guadagnano a provvigione». I sindacalisti fanno il punto della situazione. «Abbiamo avuto notizia di controlli a tappeto da parte dell’azienda su tutti i centri del Gruppo Villa Pini, per verificare la reale presenza in servizio dei lavoratori», fa sapere Davide Farina della Cisl, «questi controlli mai effettuati prima in modo così pressante hanno il significato di dover scoraggiare le iniziative di protesta contro l’azienda. I lavoratori si stanno sottoponendo a un duplice stress perchè da una parte devono ancora garantire i servizi sanitari, evitare contestazioni dell’azienda e per di più mantenere in piedi il fronte della protesta». Per lavoratori e sindacati tutto ciò che riguarda la vicenda Angelini è paradossale. «Si occupano più di questa vertenza a Roma che in Abruzzo», osserva Angela Scottu sindacalista della Cgil, «Abbiamo molto apprezzato la sensibilità, la serietà e l’impegno del Senatore Marino che ha voluto chiarire molte cose ascoltando direttamente tutti i protagonisti di questa vertenza dai lavoratori alla proprietà». La situazione rimane grave e anche i medici, secondo quanto riferiscono i sindacati, stanno lasciano i loro incarichi alla ricerca di altre sistemazioni professionali.«La condizione economica dei lavoratori è drammatica tra pochi gioni saranno sette gli stipendi arretrati», conteggia la Scottu. I dipendenti dei centri sanitari inoltre hanno l’obbligo di continuare il lavoro anche di fronte a casi eccezionali. «Sono obbligati a lavorare e non hanno nulla a cui appellarsi», prosegue la sindacalista, «perchè nel nostro lavoro si tratta di garantire l’assistenza e non si possono effettuare scioperi ad oltranza. Molti di loro sono tenuti a fare trattamenti domiciliari e tutto quello che fanno lo devono svolgere con mezzi propri. Così sempre più lavoratori sono costretti ad andare a piedi perchè non hanno soldi per la benzina. E’ assurdo che da parte della proprietà e della Regione ci sia questa indifferenza. Durante anche questa occupazione abbiamo avuto persone accanto a noi, qualcuno ci ha sostenuto come il senatore Pd Giovanni Legnini e il segretario regionale Silvio Paolucci, Acerbo di Rifondazione. Dalla Regione non si è visto nessuno eppure stiamo occupando i loro uffici».

IL CENTRO - 31 ottobre 2009

                                                                                                                                                                  

28 ottobre 2009 Ordine del Giorno Comitato Direttivo CGIL Abruzzo approvato all'unanimità

                                                                                                                                                                  

28ottobre 2009 Volantino diffuso tra i lavoratori ed alla cittadinanza dal presidio sotto l'Assessorato alla Sanità

                                                                                                                                                                  

27 ottobre 2009 INCONTRO in Assessorato Regionale Sanità

6 milioni e 350 mila euro da parte delle ASL Abruzzesi al Gruppo Villa Pini, quale anticipo dell'intero ammontare del debito che le aziende sanitarie hanno. E' questa la cifra che la Regione si sarebbe impegnata a far pagare al Gruppo Villa Pini durante l'incontro di oggi pomeriggio.

I lavoratori consci che con la cifra restante dopo aver detratta la somma necessaria per la regolazizzazione del DURC non si riuscirebbe neanche ad assicurare una mensilità di stipendio (fermo ad Aprile 2009) hanno deciso di presidiare in modo continuativo gli uffici dell'Assessorato Regionale alla Sanità chiedendo, anche alle prefetture, il necessario intervento per risolvere la difficile situazione.

 

                                                                                                                                                                  

16 ottobre 2009 SCIOPERO REGIONALE GRUPPO VILLA PINI

Dopo l'incontro con il Questore di Pescara i lavoratori in sciopero hanno deciso di presidiare gli uffici della Regione Abruzzo di viale Bovio e via Raffaello a Pescara, chiedendo l'attivazione di un tavolo permanente con gli Assessori Regionali al Lavoro ed alla Sanità e con il commissario regionale.

Riportiamo qui sotto l'articolo de "IL CENTRO" del 17 ottobre 2009, che riteniamo molto significativo nel rappresentare le condizioni in cui versano i lavoratori:

Villa Pini, protestano i dipendenti, occupata per ore la Regione

PESCARA. «Quando la mattina ti senti dire da tua figlia che in casa non c’è più un soldo, ti si chiude il cuore e a cinquant’anni ti rendi conto di essere sconfitto». Giuseppe è uno dei dipendenti della clinica Villa Pini che ieri hanno occupato fino a sera la Regione. Insieme a lui ieri mattina erano più di duecento le persone che hanno occupato viale Bovio, all’altezza della sede pescarese della Regione Abruzzo, mentre altri occupavano gli uffici dell’assessore al lavoro Paolo Gatti in via Raffaello sollecitando un incontro immediato. Gatti però non si è fatto vivo e in un comunicato ha accusato di «inciviltà» i sindacati chiedendone le scuse («ma incivile è chi lascia senza stipendio i lavoratori», gli ha replicato il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo). Solo a sera grazie alla mediazione del questore Stefano Cecere che ha incontrato i sindacati Cisl e Cgil e i lavoratori, è stato fissato un incontro in Regione per lunedì alle 16 con Gatti e l’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni. «Ora», dice il responsabile Cisl della sanità privata Davide Farina, «ci aspettiamo che lunedì vengano firmate le deleghe per i pagamenti». Da più di sei mesi, i 1300 lavoratori del gruppo Villa Pini continuano a prestare regolarmente servizio senza essere pagati. «Non ho più niente da perdere e la mia famiglia sta andando a rotoli, a questo punto vado fino in fondo e da qui non mi muovo». Paola è una madre sola che lavora come fisioterapista da 24 anni, e che ora tra il mutuo da pagare e il figlio più grande all’università a Roma, non riesce più a far fronte alle spese. Accanto a Paola c’è Patrizia: «Questa situazione sta rovinando famiglie perbene, e i nostri figli sono i primi a pagarne le conseguenze». I racconti si susseguono, c’è chi ha perso insieme allo stipendio anche la custodia dei figli, chi come Anna si è venduta «tutto l’oro dei bambini, i regali della comunione», e c’è Loredana che ha un marito operaio e una ragazza all’Università: «Abbiamo perso la casa, e pensare che mancavano solo due anni di mutuo». «Ogni giorno viene lesa la nostra dignità» ribatte Antonella, psicologa. Qualcuno distribuisce i volantini in cui si leggono le richieste: il pagamento degli stipendi e un tavolo permanente a cui siano presenti i sindacati e l’assessore Venturoni. «In caso contrario siamo pronti a rimanere all’interno della Regione», «abbiamo i sacchi a pelo», «io non posso pagare le bollette e allora rimango qui», «mi hanno pignorato casa», «non riesco a guardare mia moglie che piange». E poi c’è Dante, fermo nel mezzo di viale Bovio, quasi sostenuto dalla bandiera che ha tra le mani: «A sessant’anni mi ritrovo a balbettare in mezzo alla strada, al freddo, che vergogna».

IL CENTRO - 17 ottobre 2009

                                                                                                                                                                   

Commento di Angela Scottu (Segretaria Regionale CGIL Abruzzo)

all'ordinanza del Sindaco di Chieti di chiusura delle strutture riabilitative psichiatriche del Gruppo Villa Pini

 

Nei giorni scorsi il sindaco di Chieti Francesco Ricci ha emesso un ordinanza di chiusura delle strutture psichiatriche, con sedi nel territorio comunale, facenti capo al Gruppo Villa Pini.

L’atto trae origine dall’indagine dello scorso luglio della Commissione parlamentare sulla Sanità, seguita alle denunce della CGIL Abruzzo, che ha confermato il grave, vergognoso e incivile stato in cui sono tenuti i pazienti psichiatrici in Abruzzo e, in particolare, in provincia di Chieti.

L’ordinanza del sindaco di Chieti che, tra l’altro, interdisce per 5 anni il Gruppo Villa Pini dall’esercizio delle attività sanitarie in materia di salute mentale, può e deve rappresentare l’occasione per attuare compiutamente in Abruzzo, e in particolare in provincia di Chieti, la legge n.180 sulla riforma psichiatrica. Si tratta, fondamentalmente, di operare nei confronti delle persone affette da malattie mentali attraverso le fasi della prevenzione, cura, tutela e riabilitazione per restituire loro libertà, dignità e speranza. 

È il momento di realizzare e/o potenziare concretamente i servizi psichiatrici territoriali, garantendone l'unitarietà e l'integrazione; di assicurare e sviluppare l'azione congiunta ed il coordinamento delle attività svolte dai servizi psichiatrici e dai servizi sociosanitari ( in particolare: Consultorio, Centri per tossicodipendenze, ecc.), dalla medicina di base, scolastica, dalla Guardia Medica e dai servizi ospedalieri (Pronto Soccorso); di procedere ad un riordino della residenzialità psichiatrica come indicato dalla normativa vigente in materia e previsto dal Piano Sanitario Regionale.

Lo stesso risanamento dei conti della sanità abruzzese, sempre più in rosso nonostante il piano di rientro, ha come condizione indispensabile che si sviluppino la prevenzione, i servizi territoriali, l'integrazione sociosanitaria.

Una razionalizzazione del sistema sanitario basata pressoché esclusivamente su una riduzione della rete ospedaliera senza prevedere alcuno sviluppo delle attività territoriali e/o sulla riduzione del numero delle ASL (come predisposto dal Commissario Redigolo e dalla Giunta Regionale nei loro ultimi provvedimenti) non garantisce né il risanamento né il diritto alla salute dei cittadini.

La riorganizzazione dei servizi sanitari psichiatrici nella nostra regione e in particolare nella provincia di Chieti, deve significare, innanzitutto, affidare la responsabilità clinico-organizzativa al Dipartimento di Salute Mentale delle ASL. Nel caso specifico del trasferimento dei pazienti già ospitati nelle strutture chiuse dall’ordinanza sindacale del Comune di Chieti, esso va eseguito in strutture e servizi adeguati subordinando i trasferimenti alla valutazione funzionale e individuale del Centro di Salute Mentale competente per territorio, cui compete la presa in carico del paziente. Occorrono progetti terapeutici-riabilitativi personalizzati, obiettivi di cura e riabilitazione da perseguire anche per chi necessita di residenzialità a lungo termine, al fine di non considerare questi utenti casi “senza speranza”. Occorre, inoltre, garantire che il reperimento del personale necessario  per l'assistenza ai pazienti trasferiti  ricomprenda il personale attualmente operante nelle strutture da chiudere.

L'Ordinanza del Sindaco di Chieti non può che collocarsi in questo contesto che chiama direttamente in causa la Giunta Regionale e le sue scelte di politica sanitaria.

I piani industriali delle Asl  approvati dal Commissario Redigolo non produrranno (per ammissione dello stesso Commissario) risparmi da investire per la sanità territoriale. Unico risultato quindi: i cittadini abruzzesi pagano le tasse al livello massimo per avere meno servizi.

La dichiarazione dell'Assessore Regionale Venturoni secondo cui per la sanità abruzzese occorrono risorse economiche aggiuntive non può che avere come logico corollario che tutta la Giunta Regionale contrasti con forza la scelte del Governo Nazionale  che si muovono nella direzione di tagli poderosi al FSN ( 7mld per il 2010/2011) e di sottostima del fabbisogno sanitario.

 

Pescara, 29 settembre 2009

 Angela Scottu

Segretaria Regionale CGIL Abruzzo

 

 

                                                                                                                                                                   

 

 

COMUNICATO FP Abruzzo del 25 settembre 2009

 

Mentre le vicende del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo continuano a riempire le prime pagine dei quotidiani, da quelle giudiziarie, alla chiusura delle strutture residenziali psico-riabilitative, alla nomina di Rocco Salini quale nuovo Direttore sanitario,  i dipendenti del gruppo continuano a lavorare senza essere pagati. L'ultima erogazione  da parte dell'azienda corrisponde ad un acconto di €.516,00 relativi alla mensilità di aprile 2009. Dunque la maggior parte degli oltre 1.300 addetti devono ancora percepire cinque mensilità.

Solo alcuni lavoratori guidati dalla CGIL FP di Chieti (circa 250) che hanno attivato i decreti ingiuntivi nei confronti della proprietà, hanno ottenuto le retribuzioni fino al mese di giugno 2009 e oltre.

E' evidente che in tale contesto la disperazione dei dipendenti aumenta di giorno in giorno e qualora non si porrà rimedio a tale enorme disagio il sindacato tornerà a protestare con i lavoratori.

Eppure nel mese di luglio scorso sembrava che le cose stessero migliorando. Infatti fu trovata una intesa con la Regione per la quale, a seguito di un contratto provvisorio stipulato tra la ASL di Chieti ed il Gruppo Villa Pini, si procedette al pagamento diretto dei lavoratori da parte delle ASL per un importo corrispondente a circa tre mensilità oltre la regolarizzazione degli oneri contributivi ed assistenziali nei confronti di INPS e INAIL. Per poter fare ciò il Commissario Redigolo e la Regione autorizzarono le ASL a procedere alla remunerazione dell'85% del budget, nei limiti dei 6/12 di quello annuo assegnato al Gruppo Villa Pini.

Nel predetto contratto, inoltre, le strutture del Gruppo Villa Pini si impegnavano a sottoscrivere i contratti negoziali 2009. Tale sottoscrizione avrebbe dovuto portare le ASL ad una remunerazione regolare delle prestazioni effettuate dal Gruppo ed il pagamento regolare degli stipendi.

Ad oggi, purtroppo, i lavoratori sono ancora ridotti alla fame e la CGIL non è più disposta ad attendere oltre.

Le responsabilità della proprietà sono ovvie: chi chiede una prestazione lavorativa è obbligato a corrispondere il salario nei tempi previsti dai contratti e dalle leggi. D'altro canto va chiarito per quale motivo il percorso individuato si è interrotto.

La CGIL FP e la CISL FP hanno proclamato nuovamente lo stato di agitazione del personale e sono stati chiamati per esperire la procedura di conciliazione dinanzi al Prefetto dell'Aquila per la giornata di lunedì 28 settembre, alle ore 10 , nella sede della Prefettura a Coppito.

Oltre ai sindacati ed alla proprietà, sono stati invitati l'Assessore alla Sanità, Dott. Venturoni ed il Commissario ad Acta, Dott. Redigolo.

La CGIL auspica che in tale incontro si possano trovare le soluzioni per garantire il salario ai lavoratori. In caso contrario si programmeranno nuovi scioperi e nuove iniziative di lotta.

 

                                                                       Il Segretario Generale CGIL FP ABRUZZO

                                                                                              Carmine Ranieri

                                                                                                                                                                  

Verbale di incontro dell'11 settembre 2009 

         Il giorno 11 settembre 2009, presso la Sede del Gruppo Pini si sono riuniti l'Amministratore della società Dott.ssa Chiara Angelini e le delegazioni sindacali di CGIL FP e CISL FP nelle persone per discutere circa le vertenze che il sindacato ed i lavoratori hanno intrapreso negli ultimi mesi a seguito del mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori e sulle prospettive future dell'azienda e dei propri dipendenti. A tal fine la proprietà dichiara che sono state comminate sanzioni disciplinari ai dipendenti che si sono assentati  dal lavoro nei giorni di protesta. Le OO. SS. ribadiscono che le azioni dei lavoratori sono scaturite a seguito del comportamento  dell'azienda che non ha provveduto a pagare regolarmente (le retribuzioni arretrate sono arrivate fino a sette mensilità) gli stipendi portando i lavoratori alla disperazione.

Seppur in disaccordo sulla valutazione di quanto accaduto nei mesi passati, le parti concordano nella necessità del ripristino di corrette relazioni sindacali per garantire la prosecuzione dell'attività   e serene condizioni di lavoro superando le difficoltà emerse nei mesi precedenti.

A tal fine le organizzazioni sindacali ritengono che condizioni imprescindibili per ristabilire un clima sereno tra i lavoratori siano l'annullamento delle sanzioni disciplinari comminate ai lavoratori, l'archiviazione delle contestazioni di addebito disciplinare inviate ai dipendenti ed il pagamento regolare delle retribuzioni alle scadenze previste dai vigenti CCNL. Per quanto riguarda le retribuzioni già maturate e non corrisposte fino al mese di luglio 2009, le parti potranno concordare modalità e tempi per il loro recupero.

L'azienda dichiara di essere disposta, al fine di dare un segnale di distensione ai lavoratori, ad annullare le sanzioni disciplinari emesse, ad archiviare le contestazioni di addebito disciplinare inviate ai dipendenti e dichiara la volontà di pagare regolarmente gli stipendi ai lavoratori destinando a tal fine anche tutti gli emolumenti versati dalle ASL all'azienda. Informa il sindacato che, anche al fine di poter risolvere le problematiche legate alla impossibilità di erogare gli stipendi, l'azienda ha già firmato alcuni contratti negoziali 2009 e firmerà i restanti a breve, nonostante le grosse riduzioni di budget previste. Ciò dovrebbe consentire, come garantito dalle istituzioni regionali, una erogazione costante di liquidità da parte delle ASL per le prestazioni via via erogate dalla società. L'azienda denuncia altresì che nonostante il comportamento virtuoso della stessa, le ASL non erogano regolarmente quanto da esse dovuto e ciò crea ancora difficoltà nei pagamenti ai lavoratori.

Infine, tenuto conto delle difficoltà derivanti dalla riduzione di attività imposta all'azienda sia in termini di volume che di specialità offerte, la proprietà chiede al sindacato di affrontare insieme, seppur nei differenti ruoli ed interessi coinvolti, le tematiche relative alla riorganizzazione dell'azienda ed alle strategie da mettere in campo al fine di dare un futuro all'azienda ed ai lavoratori.

Il sindacato apprende positivamente la volontà dell'azienda di annullare le sanzioni disciplinari predette e di archiviare le contestazioni di addebito disciplinare emesse. Per quanto riguardail pagamento delle retribuzioni, non avendo garantito l'azienda la regolarità di pagamento richiesta dalle OO.SS. a partire dal mese di agosto 2009, comunicano che attiveranno presso il Prefetto  la procedura di raffreddamento prevista dalle vigenti norme, al fine di attivare il tavolo istituzioni, azienda, sindacato.

Per quanto concerne poi la richiesta di affrontare congiuntamente i temi legati alle problematiche aziendali, il sindacato ritiene che tale confronto sia necessario e che in un sistema di corrette relazioni sindacali, improntate alla trasparenza ed alla buona fede reciproca, si possa riuscire a sviluppare sinergie significative.

 

A seguito di quanto detto si concorda che:

 

  1. Le parti si impegnano a ripristinare corrette relazioni sindacali improntate alla trasparenza ed alla buona fede.

 

  1. La proprietà del Gruppo Villa Pini annullerà tutte le sanzioni disciplinari comminate ai lavoratori e archivierà le contestazioni di addebito disciplinare inviate ai dipendenti.

 

  1. L'azienda dichiara di voler pagare con regolarità le retribuzioni spettanti ai dipendenti a partire da quella relativa al mese di agosto, fermo restando il regolare pagamento da parte delle ASL dei crediti dovuti per le prestazioni effettuate così come previsto dai contratti negoziali sottoscritti.

 

  1. Le OO.SS. verificheranno il rispetto di quanto sottoscritto nei contratti negoziali da parte delle ASL e ne solleciteranno l'ottemperanza nel caso in cui quanto previsti dagli stessi sia stati disattesi.

 

  1. Le OO.SS. si rendono disponibili ad un confronto sulle problematiche aziendali e sulle prospettive future dell'azienda.

 

                                                                                                                                 

 

Le ASL provvedono a pagare le mensilità arretrate ai lavoratori

Dal 23 Luglio tutti i lavoratori del gruppo Villa Pini hanno avuto accreditato, dalla ASL di Chieti, sui loro conti correnti le prime 3 mensilità arretrate (Dicembre 2008, Gennaio e Febbraio 2009).

I lavoratori per i quali l'esecutività del pignoramento dell'udienza del 14 luglio è stata notificata con immediatezza alla Proprietà di Villa Pini, sono stati ovviamente esclusi dalla assegnazione delle tre mensilità arretrate, di cui sopra, e percepiranno, comunque entro il 31 luglio 2009 dalla ASL di Pescara, le sette mensilità come da decreto di pignoramento.

 

                                                                                                                                                                  

ACCOLTE LE ISTANZE DI PIGNORAMENTO

Il Tribunale di Pescara, nell'udienza del 14 luglio 2009, ha accolto favorevolmente le istanze di pignoramento c/o terzi (ASL Pescara) presentate dai lavoratori dipendenti della Casa di Cura e delle strutture di riabilitazione psichiatrica di  Villa Pini, iscritti alla CGIL.

Il 22 luglio il Tribunale di Pescara ha accolto favorevolmente i pignoramenti avanzati dai lavoratori, iscritti alla CGIL, della San.Stef.A.R.  che lavorano presso i centri di Chieti e provincia.

Ai ricorrenti, entro il 31 luglio 2009, verranno corrisposte le 7 mensilità arretrate.

 

                                                                                                                                                                 

 

Il comunicato stampa del 15 luglio 2009di Andrea Gagliardi (Segretario generale FP CGIL Chieti). sull'accoglimento dei pignoramenti avanzati dai lavoratori iscritti alla CGIL.

 

                                                                                                                                                                 

I M P O R T A N T E !

Leggi l'accordo negoziale provvisorio Sottoscritto da ASL Chieti e Gruppo Villa Pini il 9 luglio 2009 che permetterà alle ASL, attraverso delega di Villa Pini, a regolarizzare la posizione contributiva del gruppo ed a pagare tre mensilità (Dic 08,Gen e Feb 09) ai lavoratori.

 

                                                                                                                                                                  

 

Importante risultato delle lotte sindacali, ma la battaglia continua.

COMUNICATO STAMPA del 10 luglio 2009

 

Le segreterie regionali confederali e di Funzione pubblica esprimono soddisfazione per l’esito positivo della lunga e decisa lotta dei lavoratori di Villa Pini che alla fine ha costretto l’azienda e la Giunta regionale a trovare un accordo per una pur parziale soluzione al pagamento degli stipendi arretrati.

Si è così messo fine ad un vergognoso balletto di indecisioni, rinvii ed irresponsabili furberie sulla pelle dei lavoratori. Diamo atto alla ASL di Chieti, all'Assessore Venturoni e al Commissario Redigolo di aver svolto un ruolo attivo e responsabile nella ricerca e definizione dell’accordo-ponte che, in attesa della sottoscrizione dei contratti negoziali per l'anno 2009, consente di sbloccare la somma necessaria per pagare gli oneri previdenziali e almeno due su sette degli stipendi dovuti ai lavoratori di Villa Pini.

La battaglia sindacale non è finita. Continuerà con il duplice obiettivo di assicurare ai lavoratori tutte le retribuzioni arretrate non pagate e quelle correnti e quello di ottenere, attraverso la stipula dei contratti negoziali, regole certe su prestazioni sanitarie da erogare, sul rispetto delle normative contrattuali in riferimento al rapporto di lavoro; in una parola, sulle condizioni di assistenza e di lavoro.

Il prossimo, più ravvicinato e importante impegno è rappresentato dall'audizione che avremo il 14 luglio c.a., presso la Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, cui ci siamo rivolti nel denunciare la situazione assistenziale ed occupazionale del gruppo Villa Pini, chiedendo controlli e verifiche. 

Pescara 10 luglio 2009

  

Segreteria regionale confederale                                                          Segreteria regionale FP

            Angela Scottu                                                                            Carmine Ranieri

 

                                                                                                                                                               

 

Pro memoria sulla crisi del Gruppo sanitario privato Villa Pini

 

 I fatti

   1400 lavoratori non percepiscono la retribuzione ormai da 7 mesi.

• Tutte le soluzioni ipotizzate e intraprese per sbloccare i crediti non contestati del gruppo Villa Pini nei confronti della Regione Abruzzo hanno incontrato continue difficoltà, quali la quantificazione dei crediti, la cessione degli stessi per il 2008 all’Unicredit, il mancato rilascio del DURC (non sono stati pagati contributi previdenziali per circa 7 milioni di euro), la verifica dei requisiti di legge per la stipula dei contratti, etc.

• La Giunta regionale abruzzese non ha ancora adottato alcun atto, né decisorio né di indirizzo, per sbloccare i crediti o rimuovere la situazione di palese illegalità in cui versa l’azienda rispetto alla Legge Regionale n. 32/2007 (revoca dell’accreditamento in caso di violazione degli standard qualitativi e quantitativi, mancata applicazione del contratto nazionale, etc.).

• L’azienda sostiene che la mancata corresponsione da parte della Regione di quanto “maturato” non le consente di adempiere ai propri obblighi.

• Vittime incolpevoli di questa situazione sono i circa 1400 lavoratori del gruppo Villa Pini (privi, tra l’altro, di ammortizzatori sociali)

 

Le iniziative sindacali

A fronte di questa situazione, le organizzazione sindacali (CGIL in primis, affiancata dalla CISL, inesistente la UIL), da circa un mese hanno inasprito la lotta realizzando le seguenti iniziative:

•  astensione dal lavoro e manifestazioni quotidiane con presidi presso le cliniche del gruppo.

• incontri  con le Istituzioni, con le direzioni ASL, con i sindaci e i consigli comunali dei comuni ospitanti attività del gruppo Villa Pini (Chieti, Teramo, Pescara, Lanciano, Vasto, Montesilvano, Casalbordino, i cui consigli hanno approvato odg di solidarietà), con la partecipazione di delegazioni  degli utenti.

• esposto-denuncia alle Procure di Chieti e di Pescara e al Prefetto di L’Aquila.

• lettera al senatore Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla sanità, sottoscritta da oltre 100 lavoratori.

• telegramma alla commissione Marino per chiedere di essere ascoltati in merito alla vicenda Villa Pini.

 

Iniziative di altri soggetti

• Il senatore Giovanni Legnini (Pd), abruzzese, ha presentato il 30 giugno scorso un ben argomentato esposto al Procuratore della Repubblica di Pescara, dr. Nicola Trifuoggi, chiedendo (pur in termini formalmente ipotetici, non perentori) l’applicazione degli artt. 15 e 45 della Legge nazionale n.231/2001 per nominare un Commissario giudiziale dell’attività del gruppo Villa Pini.

La proposta è sostenuta dal Pd e dall’Idv abruzzesi.

 

Le nostre valutazioni

• Noi pensiamo che la Procura di Pescara possa avere dubbi sull’opportunità di intraprendere azioni “forti” nei confronti del gruppo Villa Pini essendo il titolare di quest’ultimo il “grande accusatore”  che ha portato Del Turco in galera e fatto cadere, nell’estate scorsa, la Giunta Regionale di centrosinistra.

• L’immobilismo della Giunta Regionale, da noi denunciato ripetutamente e con forza, si può spiegare perché da un lato si libera di un personaggio scomodo, dall’altro perché se ne avvantaggerebbe riducendo i LEA (Villa Pini ha praticamente il monopolio della riabilitazione)

e quindi il disavanzo della sanità.

• L’azienda sembra perseguire l’obiettivo del fallimento, pensando, evidentemente, di addossarne la causa alla Regione e chiedere all’ente un colossale risarcimento danni.

• Pur nella cura e attenzione massime possibili ai diritti dei pazienti, è impossibile evitare situazioni di rischio, anche perché l’azienda non paga i fornitori e, quindi, c’è una carenza di rifornimenti con progressivo svuotamento delle scorte.

  

Pescara, 7 luglio 2009

 

   Segreteria Regionale Confederale CGIL                                          Segretario Regionale F.P.CGIL

                  Angela Scottu                                                                             Carmine Ranieri

 

                                                                                                                                                                 

 

Lettera consegnata il 25 giugno 2009 al Sen. Ignazio MARINO,

Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale

 

 

Pescara 25 giugno 2009

 

Sen. Ignazio Marino

Presidente Commissione parlamentare d'inchiesta sul SSN

 

Egregio Presidente,

                 la situazione assistenziale ed occupazionale del gruppo Villa Pini, una delle realtà sanitarie più importanti della regione Abruzzo, diventa ogni giorno più drammatica.

                  I seri pericoli per la salute e la sicurezza dei pazienti che si è venuta a determinare nei mesi anche a causa dell'insufficiente ed irregolare rifornimento, da parte della proprietà, di materiali e strumentazioni mediche spesso indispensabili per l'attività terapeutica ed assistenziale,  il mancato percepimento dello stipendio da oltre sei mesi da parte dei circa 1500 lavoratori, che in ogni caso, con spirito di assoluta abnegazione stanno continuando a prestare assistenza ai malati, ci spingono a chiederLe di intervenire per verificare le anomalie che ormai da anni si perpetuano nella gestione della struttura e per ripristinare quel senso di legalità necessario per garantire il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione.

                Come potrà verificare anche dall'esposto denuncia allegato,  presentato dalle Segreterie regionali Confederali di categoria di CGIL e CISL ed  indirizzato tra gli altri anche alle Procure della Repubblica di Pescara e Chieti, la nostra accorata richiesta è finalizzata ad attivare controlli e verifiche sulla disponibilità, qualità e conformità alle norme di sicurezza delle prestazioni sanitarie erogate  al fine di assicurare ai cittadini prestazioni sanitarie efficaci e conformi alle disposizioni di legge.

                 Inoltre l'attività di indagine di codesta Commissione che si chiede di poter disporre potrà essere finalizzata anche ad accertare il rispetto da parte del Gruppo Villa Pini delle norme e delle disposizioni che regolano l'accreditamento delle strutture sanitarie private al Sistema Sanitario nazionale anche in relazione alle complesse vicende che hanno caratterizzato i rapporti tra l'azienda suddetta, le ASL e la regione Abruzzo negli ultimi anni, verificando anche l'evoluzione degli stessi.

                 Nel ringraziarla anticipatamente per quanto potrà fare, Le porgiamo distinti saluti.

 

Lettera firmata da 101persone tra lavoratori ed utenti

 

 

                                                                                                                                                                 

Esposto-denuncia delle Segreterie Regionali Confederali e di Categoria

di CGIL e CISL dell'Abruzzo

indirizzata a:

 

-         Presidente della Giunta regionale Chiodi, Commissario ad acta  Redigolo, Assessori regionali Venturoni (sanità), Gatti (lavoro),  Direzioni ASL dell’Abruzzo,

-         Procure della Repubblica di Pescara e Chieti

-         Prefetto de L’Aquila

-         Sindaci dei Comuni sedi delle strutture sanitarie del Gruppo Villa Pini

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Gentili signori,

a sostegno del disagio, della protesta e della mobilitazione di lavoratori e utenti delle strutture sanitarie abruzzesi del Gruppo Angelini, che li vedrà, nei prossimi giorni, rappresentare di persona le proprie difficoltà alle Direzioni Generali delle ASL ed ai Sindaci dei Comuni dove sono ubicate le strutture sanitarie e di riabilitazione, denunciamo con forza la situazione drammatica e con seri pericoli per la salute e la sicurezza dei pazienti che si è creata, nelle suddette strutture, per le pesanti, primarie responsabilità della proprietà e per l’incapacità della Giunta regionale a intervenire con decisione ed efficacia per tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori che da oltre 6 mesi non ricevono lo stipendio.

Si è così creato tra i dipendenti del gruppo Angelini uno stato di gravissimo disagio, con immediate e dirette ripercussioni, non solo sulle loro famiglie spesso ridotte letteralmente alla fame, ma anche sulla sicurezza dei pazienti. È diventato sempre più problematico, infatti, assicurare l’assistenza e le terapie necessarie  per motivi diversi e concomitanti:

  1. l’insufficiente e irregolare rifornimento, da parte della proprietà, di materiali e strumentazioni mediche spesso indispensabili per l’attività terapeutica e assistenziale;   

  2.  il numero crescente di casi di “autolicenziamento per disperazione” di decine di dipendenti;

  3. la difficoltà di molti lavoratori di far fronte perfino ai costi degli spostamenti quotidiani per recarsi al lavoro (è il caso, ad esempio, di molti dipendenti dei Centri di Riabilitazione San Stef.AR);

  4. la necessità dei lavoratori di promuovere e, assicurando i servizi essenziali, di partecipare in prima persona alle inevitabili e necessarie azioni di protesta e di denuncia.

Abbiamo voluto rappresentare la gravità della situazione, e portarla a conoscenza anche della magistratura, per ricordare, in primo luogo alla Giunta Regionale, che si sta parlando di strutture sanitarie che erogano prestazioni e servizi essenziali per la salute dei cittadini e lo fanno per conto del servizio sanitario nazionale.

Il diritto alla salute, oltre che essere un principio naturale, è un diritto riconosciuto dalla Costituzione italiana e che, quindi, deve essere garantito e tutelato dalle istituzioni pubbliche, Stato e Regioni innanzitutto. Pertanto è inammissibile e inaccettabile sentire affermare dalla Giunta Regionale che essa non può intervenire garantendo, ad esempio,  eventuali prestiti delle banche ai lavoratori perché questo costituirebbe un precedente per tutte le altre situazioni di crisi o l'affermazione per la quale deve essere la Magistratura a decidere la titolarità dei crediti vantati sia dalle banche che dalla proprietà del gruppo Angelini per le prestazioni rese nell'anno 2008 .

A parte che tutte le situazioni di crisi vanno affrontate e risolte, tutelando in primo luogo i diritti e gli interessi dei lavoratori, la Giunta Regionale non può far finta di ignorare la specificità di aziende sanitarie che erogano servizi per conto del servizio sanitario pubblico. Anche i ripetuti e fieri proclami di voler rispettare le regole e la legalità (ci mancherebbe che un Presidente di Giunta regionale affermasse il contrario) lasciano un po’ perplessi. Essi, ovviamente, sono da condividere, ma non vorremmo che nel caso specifico fossero un ennesimo alibi per nascondere e giustificare incapacità, indecisione e attendismo. Intanto, andrebbero rispettate anche le regole che garantiscono ai cittadini livelli uniformi di assistenza e quelle che stabiliscono che “la retribuzione deve essere corrisposta al lavoratore non oltre il settimo giorno lavorativo successivo alla fine di ciascun mese”, come dice il vigente contratto nazionale di lavoro per la sanità privata.

 

Noi chiediamo:

1) che la Magistratura Ordinaria, consentendo la procedura d'urgenza per l'esecutività dei decreti ingiuntivi promossi dai lavoratori contro la proprietà per il pagamento degli stipendi, concluda il procedimento nei tempi più brevi possibili;

2) che si sottoscrivano rapidamente i contratti negoziali tra le ASL e la proprietà, imponendo a quest'ultima di regolarizzare la propria posizione rispetto al DURC, ripristinando così, nei fatti, quella legalità così spesso richiamata, a parole, dalla Giunta Regionale per giustificare la propria inconcludenza;

3) che la Regione sblocchi i crediti 2008, sulla cui titolarità la Regione ha tutti gli strumenti e le conoscenze per decidere positivamente e in tempi rapidi;

4) che la Regione si faccia garante del prestito bancario ai lavoratori per consentire loro di uscire dalla condizione di drammatica indigenza in cui li ha precipitati la mancata corresponsione degli stipendi;

5) che Regione ed ASL garantiscano in concreto, quindi, la legalità:

l        assicurando ai cittadini la disponibilità di prestazioni sanitarie efficaci e sicure;

l        attivando controlli e verifiche sulla disponibilità, qualità e conformità delle prestazioni sanitarie erogate, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti e sull'applicazione del CCNL;

l        applicando le prescrizioni normative previste in caso di mancato rispetto  e  mancata  garanzia delle condizioni di assistenza e di lavoro come disciplinate dalle leggi (D.Lgs. 229/99 e successive modifiche e integrazioni, L.R n.32/07).

  

Pescara, 24 giugno 2009

 

 CGIL ABRUZZO e FP CGIL ABRUZZO                  CISL ABRUZZO e FPS CISL ABRUZZO

    Angela SCOTTU -  Carmine RANIERI                          Maurizio SPINA  - Vincenzo Traniello

 

                                                                                                                                                                 

Lettera diffusa dai lavoratori del Gruppo Villa Pini il 20 giugno 2009

 

Ai pazienti del Gruppo

Villa Pini

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 Noi lavoratori del gruppo Villa Pini, dislocati su tutto il territorio regionale, da sei mesi siamo senza stipendio. Vivere in queste condizioni è impossibile, c’è chi sta perdendo la casa, chi i figli, chi non riesce a fare la spesa. Ciò, oggettivamente, crea forte disagio personale e familiare che, purtroppo, si può ripercuotere sull’attività lavorativa.

L’ultima cosa che vorremmo è non assicurare un servizio di qualità ai pazienti, ai quali siamo molto legati. Perché quando lavori per aiutare le persone a star meglio, si creano rapporti di affetto che vanno oltre il solo rapporto professionale operatore-paziente.

Abbiamo sempre lottato per migliorare la nostra professionalità e per garantire quanto necessario alle persone che hanno riposto in noi la fiducia per il raggiungimento della loro ottimale condizione psico-fisica. Stiamo lottando, ora, anche per i nostri diritti e per la dignità e la qualità del nostro lavoro.

Confidiamo nella comprensione dei pazienti e delle loro famiglie per questa difficile situazione.   

                                                   I lavoratori e le lavoratrici del gruppo Villa Pini.

 

                                                                                                                                                                 

 

Comunicato Stampa di CGIL e CISL del 17 giugno 2009

Il Consiglio Regionale di martedì 16 giugno ha approvato una mozione della maggioranza che chiama in causa il commissario ad acta, dott. Redigolo, affinché provveda a porre in essere tutti gli atti necessari per il pagamento delle competenze dovute al gruppo Villa Pini non oggetto di contestazioni giudiziarie. 

CGIL e CISL esprimono il loro disaccordo su tale posizione essendo evidente  che il mandato del dott. Redigolo non prevede in alcun modo le competenze necessarie all’adempimento di un tale compito.

Denunciamo, perciò, questa presa di posizione del Presidente Chiodi e della sua maggioranza come un ennesimo tentativo di prendere (e di perdere) tempo e di scaricare su altri soggetti responsabilità e doveri che sono innanzitutto della Giunta regionale.

Ugualmente inaccettabile è la posizione espressa nel corso del dibattito consiliare da autorevoli esponenti della Giunta secondo i quali sui crediti di Villa Pini maturati al 31.12.08 dovrebbe decidere la magistratura.

La Regione ha tutti gli strumenti e le professionalità necessarie per decidere a chi debbano andare i crediti maturati, se alle banche o al gruppo Angelini. Scaricare sulla magistratura, che non potrebbe di certo pronunciarsi nei tempi brevi richiesti da una situazione drammatica di lavoratori e famiglie ormai alla fame, è solo un pilatesco e inaccettabile tentativo di scaricare le proprie responsabilità.

Ugualmente inaccettabile è la posizione del Presidente Chiodi quando afferma che saranno i tecnici e gli avvocati a stabilire le decisioni da prendere nei confronti del gruppo Villa Pini. Qui si tratta di  un’azienda privata che eroga servizi per la sanità pubblica non pagando da sei mesi i propri dipendenti e non assicurando così la dovuta e piena assistenza sanitaria ai cittadini.

È un  caso di una gravità inaudita, con pesanti riflessi sociali, che tocca la dignità e i più elementari diritti di cittadinanza dei lavoratori di Villa Pini. La posizione della Regione, nei confronti di una proprietà cui vanno addebitate le massime e più pesanti responsabilità per tale gravissima situazione, non è una questione da demandare ai tecnici  (il cui apporto è pur necessario, naturalmente) ma deve essere innanzitutto espressione di volontà politica da parte di coloro che sono stati investiti della massima funzione politica regionale. 

Noi crediamo che si debba insistere per la firma dei contratti negoziali, premendo sul gruppo Villa Pini affinché regolarizzi la propria posizione contributiva. Se questo non dovesse accadere, chiediamo che la Giunta Regionale assuma tutte le decisioni che le competono.

  

  CGIL ABRUZZO e FP CGIL ABRUZZO                  CISL ABRUZZO e FPS CISL ABRUZZO

    Angela SCOTTU -  Carmine RANIERI                       Maurizio SPINA  - Vincenzo TRANIELLO

 

                                                                                                                                                                 

Solidarietà delle mamme dei portatori di handicap e dell'Ufficio DisAbili 

al Centro San Stef.A.R. di Montesilvano - 17/06/2009

 

Lettera aperta indirizzata al Presidente della Giunta Regionale CHIODI, agli Assessori VENTURONI, e GATTI, al Gruppo Villa Pini, e ai lavoratori della San Stef.A.R. di Montesilvano

La colpa di chi forse in passato ha gestito con grande superficialità la “salute pubblica abruzzese” non può assolutamente ricadere su chi ogni giorno, ogni ora, ogni attimo vive il dramma di una grave disabiltà.

Siamo costretti a ricordare che i tagli per i servizi riabilitativi, in virtù di uno pseudo piano di risanamento della sanità abruzzese, erano già avvenuti. Nel mese di gennaio 2008,  infatti,   la spesa era stata ridotta del 24%, e un ulteriore 13% è stato decurtato dal 1° gennaio 2009.

A causa di ciò, diversi Istituti hanno dovuto ulteriormente riorganizzare alcuni servizi, costringendo le nostre famiglie a pagare a proprie spese, a ridimensionare o a sospendere alcune prestazioni fisioterapiche, quali l'idrokinesiterapia e la riabilitazione in piscina, solo per fare qualche esempio.

In uno stato di diritto vi è la presunzione d’innocenza: non spetta a noi cittadini stabilire chi e se si sono commessi reati penali ai danni dei più deboli, ma spetta certamente a noi tutti il diritto alle cure e alle prestazioni sanitarie stabilite dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Convenzione ONU ratificata dal nostro governo il 25 febbraio 2009.

Nella notra regione non esistono centri altamente specializzati per le gravi malattie neurologiche, come le Unità Spinali. Né tantomeno a Montesilvano esistono centri fisioterapici specifici per poter dare una risposta a chi vive la tetraparesi, la distrofia muscolare, la sclerosi laterale amiotrofica, l’autismo, la sindrome di down o la sclerosi multipla.

Nella nostra Città, però, esiste una struttura composta da persone straordinarie! Per noi quel centro è diventato la nostra seconda casa. Sono fisioterapisti, medici, inservienti e impiegati che svolgono il loro lavoro con passione, dedizione, impegno, amore, professionalità e sensibilità.

Sono ormai mesi che siamo costretti a subire interruzioni fisioterapiche perché i lavoratori della San. Stefar sono stati costretti a “mobilitarsi” per difendere non solo la dignità ma il diritto a percepire lo stipendio. In tutti questi mesi ci hanno accolto con il sorriso, con la forza e con la dolcezza che solo chi è innamorato di questo mestiere può fare. Non ci hanno mai fatto pesare il disagio che vivevano, ma ora non se ne può più; per questo siamo al loro fianco e li invitiamo a continuare perché tutto ciò è davvero vergognoso!

C’è  massima solidarietà, ma preoccupazione allo stesso tempo. Occorrono anni di sacrifici e di duro lavoro costante per ottenere qualche piccolo ma significativo progresso nelle persone che hanno bisogno di questo tipo di terapie. Ma purtroppo, a volte, si è costretti ad interrompere, seppur per poco, le cure fisioterapiche e questo significa, per chi ha una malattia visiva, uditiva, di linguaggio, fisica o psichica,  annullare i progressi fatti anche di due o tre anni.

Noi non abbiamo una ricetta per risolvere questo problema,  siamo solo molto preoccupati ed è per questo che chiediamo, a tutti coloro che possono e devono, di risolvere urgentemente questo problema! 

 

Il responsabile dell’Ufficio DisAbili
         Claudio Ferrante

Firme di Genitori e disabili

 

                                                                                                                                                                 

Comunicato stampa di CGIL e CISL del 6 giugno 2009

CGIL e CISL Abruzzo esprimono un giudizio molto critico sull'esito dell'incontro del 5 giugno 2009..

 

                                                                                                                                                                 

 Lettera del  28 maggio 2009

 

                                                   Al PRESIDENTE DELLA REGIONE ABRUZZO

                                                           Dott. Gianni Chiodi

                                                    All'ASSESSORE ALLE POLITICHE DELLA SALUTE

                                                           Dott. Lanfranco Venturoni

                                                    All'ASSESSORE ALLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

                                                           Dott. Paolo Gatti

                                                    Al COMMISSARIO AD ACTA

                                                           Dott. Gino Redigolo

                                                          

 OGGETTO: Presidio dei lavoratori del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo.

 

            I lavoratori del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo non percepiscono la retribuzione dal mese di dicembre 2008. Questa situazione ha portato i lavoratori alla disperazione, ma nonostante ciò, con spirito di forte dedizione al lavoro, gli operatori sinora hanno garantito comunque l'assistenza sanitaria ai pazienti ed hanno continuato a prestare servizio presso le strutture sanitarie di appartenenza.

            Allo stato attuale tuttavia, i dipendenti lamentano la impossibilità di proseguire nel loro lavoro, stante la mancanza assoluta di risorse economiche e psicofisiche che possano garantire la effettività degli spostamenti ed il loro lavoro presso le strutture sanitarie.

            Le scriventi Organizzazioni sindacali ed i lavoratori hanno già effettuato due scioperi contro la proprietà del Gruppo, con manifestazioni dinanzi alla Casa di Cura Villa Pini d'Abruzzo, ed hanno depositato i decreti ingiuntivi contro la proprietà al fine di ottenere il pagamento degli stipendi. Le procedure giudiziarie, tuttavia, sono piuttosto lente e si rischia di dover aspettare ancora molti mesi prima di poter percepire nuovi stipendi.

            E' la Regione Abruzzo dunque che deve rendersi parte attiva nella vicenda, al fine di risolvere le predette problematiche. Ci troviamo infatti di fronte ad una impresa sanitaria accreditata dalla stessa Regione, che quindi opera in regime di convenzione. L'art. 7 della L.R. 32/2007, dispone inoltre che la mancata applicazione del Contratto nazionale di lavoro di categoria comporta la revoca dell'accreditamento istituzionale. Codesta  Regione tuttavia non ha deliberato in tal senso, nonostante le palesi violazioni del contratto che l'imprenditore Angelini pone in essere costantemente, attraverso la non corresponsione delle retribuzioni maturate.

            Le dichiarazioni riportate sulla stampa o comunicate direttamente alle scriventi organizzazioni sindacali dagli assessori Venturoni e Febo sono state numerose. Si è parlato di revoca dell'accreditamento, di commissariamento, di pagamento diretto dei lavoratori, di richiesta di intervento della magistratura, di costituzione di una società a capitale pubblico ecc... ecc...

            Nella riunione dello scorso 21 maggio, l'assessore Venturoni ha prospettato la possibilità che fosse la banca Unicredit ad erogare delle somme al Gruppo Villa Pini, somme vincolate al pagamento degli stipendi ai lavoratori. Alla data odierna però risulta che nessuna decisione tesa a garantire il rapido pagamento delle retribuzioni sia stata presa, mentre i lavoratori continuano a prestare ogni giorno la loro opera.

            E' per tali motivi, ferme restando le gravissime responsabilità della proprietà del Gruppo, che i lavoratori del Gruppo Villa Pini terranno un presidio a oltranza dinanzi all'Assessorato alla Sanità a partire dal 3 giugno 2009 alle ore 10,30, per chiedere alle SS.LL. che una loro delegazione, insieme alle scriventi organizzazioni sindacali venga ricevuta per trovare risposte concrete ai problemi su esposti.

                        CGIL FP                                 CISL FP                                

                  Carmine Ranieri                     Vincenzo Traniello