|
27 maggio 2010
La sentenza della Camera di Consiglio del Tribunale di
Chieti che ha dichiarato il fallimento ma con esercizio
provvisorio delle Società San Stefar e Maristella
(Istituti ex art.26 per disabilità fisiche, psichiche e
sensoriali), di cui è titolare Chiara Angelini,
costituisce un elemento positivo nel contesto della
crisi del Gruppo Villa Pini.
Non è mai una buona notizia il fallimento di un'azienda,
meno che mai il fallimento di un' azienda sanitaria, le
cui caratteristiche, riguardando la salute dei
cittadini, presentano aspetti particolarmente delicati
e coinvolgenti, insieme, il lavoro degli operatori
sanitari, i diritti dei cittadini ad essere curati ed
una rilevante quota della ricchezza territoriale.
Tuttavia, nel caso specifico del Gruppo Villa Pini, la
decisione del fallimento con esercizio provvisorio può
costituire il primo passo per una soluzione della
vertenza che si trascina da oltre un anno.
Infatti, grazie all'esercizio provvisorio l'attività può
riprendere, l'assistenza può essere garantita, i
lavoratori possono essere pagati.
Adesso è necessario, però, che la Regione faccia
sollecitamente la sua parte, assegnando l'accreditamento
necessario alla curatela fallimentare.
24 aprile 2010
La società NEUROMED, nell'incontro che si
è tenuto il 23 aprile 2010, ha proposto alle
OO.SS. una bozza di verbale di consultazione sindacale
ai sensi dell'art. 47 Legge 428/90 per definire una
proposta di concordato preventivo teso ad evitare il
fallimento delle società SAN STEF.AR, MARISTELLA, LA
CICALA, SANATRIX e SANTA MARIA.
Le OO.SS. hanno ritenuto tale proposta
inaccettabile in quanto peggiorativa rispetto alle
garanzie legislative previste per il lavoratori nei casi
di fitto e successivo acquisto di azienda.
Nella bozza presentata non sono state
prese in debita considerazione le proposte del
Sindacato, in particolare il documento non forniva le
necessarie garanzie sul mantenimento dei livelli
occupazionali dei lavoratori coinvolti.
Leggi
il comunicato stampa unitario
Comunicato stampa CGIL Abruzzo del 14
marzo 2010
Nella sua delibera
n.15/2010 del 18 febbraio 2010, pubblicato sul BURA del
12 marzo 2010, il Presidente della Giunta Regionale
Chiodi, nella sua qualità di Commissario ad acta, nel
fissare il tetto di spesa per l'anno 2010 delle
strutture sanitarie private, ex art.26 della legge
833/78, ha eliminato dall'elenco di dette strutture il
San Stefar, il Maristella e Villa Pini d'Abruzzo srl (CDR
Alta Intensità), tutte facenti parte dell'omonimo
gruppo, cioè le strutture alle quali la Giunta Regionale
ha sospeso l'accreditamento.
Nel provvedimento di
sospensione la Giunta si impegnava a trovare una
soluzione per dette strutture entro tre mesi dal
provvedimento, cioè entro il 20 aprile prossimo. La
soluzione non è stata prospettata; si procede, invece,
ad eliminare tali strutture dall'elenco ex art. 26,
quasi a decretarne la fine.
Se ne può dedurre che la
Giunta Regionale ormai agisce nel più totale e beffardo
disinteresse della sorte dei dipendenti di dette
strutture e dei loro pazienti, rinviando all'incontro
del 17 marzo con il ministero dell'economia e della
salute ogni decisione.
Forse si cerca solo di
guadagnare tempo nei confronti di sindacati e
lavoratori, mentre la delibera adottata prefigura una
drammatica assenza di futuro per le strutture
riabilitative del gruppo Villa Pini. Nel frattempo, nel
teramano sorgono nuove strutture doppione di quelle
eliminate da Chiodi.
Se così è, adotteremo
tutte le misure di lotta necessarie per opporci alle
decisioni di una Giunta che ormai opera e decide
ingannando in modo clamoroso e sprezzante i lavoratori,
i pazienti e l'intera opinione pubblica abruzzese.
Angela Scottu
Segretaria regionale
Responsabile Dip.to Sanità
COMUNICATO STAMPA del 22 gennaio 2010
A proposito dell'incontro a L'Aquila del 21 gennaio 2010 con il
presidente della Giunta Regionale Chiodi e l'assessore Venturoni,
si dichiara quanto segue:
Il sindacato non può che dichiararsi insoddisfatto per un ennesimo
incontro a vuoto con la Giunta Regionale che ha reso ancora una
volta evidente come essa non riesca ad intervenire con la
tempestività e la determinazione che la gravissima situazione
richiederebbe. Chiodi ha affermato che lo stato di crisi del gruppo
Villa Pini (che mercoledì ha avuto notificate le sospensioni
dell'accreditamento per tutte le strutture del Gruppo) “è
conclamato”, cioè evidente e indiscutibile, ma ha poi aggiunto che,
però, se non è Angelini a dichiarare lo stato di crisi non si può
erogare la cassa integrazione in deroga, pur essendoci a
disposizione i fondi necessari.
La proprietà di Villa Pini, dal canto suo, non si è presentata
all'incontro inviando una beffarda comunicazione in cui afferma di
non poter essere presente in quanto “impegnata ad assicurare la
continuità dell'Azienda nell'interesse dei lavoratori”. Insomma,
dopo aver portato alla fame i suoi dipendenti (9 mesi senza
stipendio), adesso Angelini si diverte anche a prenderli in giro.
Inqualificabile.
Dal canto suo Chiodi continua a trincerarsi dietro ostacoli formali
che, certo, ci sono, ma che si potrebbero superare con una forte
pressione politica sul governo, dal momento che, come ha detto lo
stesso Chiodi, e confermato da Roma l'assessore Gatti, i soldi per
la cassa integrazione in deroga ci sono.
Angela Scottu
Segretaria regionale
Responsabile Dip.to Sanità
COMUNICATO STAMPA
CGIL Abruzzo del 7 gennaio 2010
I lavoratori del gruppo Villa Pini assistono con crescente sconcerto
e smarrimento all'accumularsi di notizie che delineano una
situazione sempre più torbida e drammatica, mentre la Giunta
Regionale, nonostante le nostre pressanti e motivate sollecitazioni
ad agire, sembra aver scelto una irresponsabile latitanza.
Rivelazioni su spregiudicate manovre finanziarie da parte del gruppo
proprietario, che sembra da tempo preoccupato solo di “privatizzare”
a proprio beneficio ingenti somme, ignorando con supremo cinismo il
suo fondamentale dovere di retribuire i propri dipendenti, provocano
nei lavoratori drammatico sconforto e vivissima indignazione. Nel
contempo, si susseguono le notizie sui trasferimenti dei pazienti
dei reparti psichiatrici del gruppo senza che nessuna misura venga
presa affinché essi siano seguiti dagli operatori professionali che
si sono occupati finora della loro assistenza. Anzi, la ASL di
Pescara sta assumendo altro e diverso personale. Le notizie sulle
ipotesi di vendita del gruppo Villa Pini e su presunte dichiarazioni
di insolvenza da parte della proprietà, accrescono la confusione e
l'incertezza. La Giunta Regionale, cui pure diamo atto di alcune
recenti iniziative positive, non può alternare irresponsabilmente
attivismo e momenti decisionali a lunghi periodi di disinteresse e
di vuoto d'iniziativa. La situazione è drammatica e richiede una
attenzione e una capacità di decisione e di intervento costanti e
decise. Le feste sono finite e sarebbe ora, lo diciamo in
particolare al Presidente Chiodi e all'assessore Venturoni, di
ricordarsi di coloro, come i lavoratori di Villa Pini, che non hanno
certo avuto animo e mezzi per viverle serenamente.
Angela Scottu
Segretaria Regionale
Responsabile Dip.to Sanità
COMUNICATO STAMPA del 5 gennaio 2010 di CGIL e CISL
Oggi 5
gennaio 2010 si è tenuta l'assemblea dei lavoratori del gruppo Villa
Pini per fare il punto sulla vertenza in atto. Negli incontri del
19, 23 e 31 dicembre 2009, la Giunta Regionale ha ribadito la
propria disponibilità alla anticipazione di complessivi €.
15.000.000,00, previa firma degli accordi negoziali, utili per il
pagamento di qualche mensilità ai lavoratori. Tale possibilità è
stata vanificata prima dal disinteresse della proprietà e poi
dall'intervento dei NAS di Pescara che hanno denunciato la necessità
di recuperare dal Gruppo Villa Pini circa €.16.000.000,00 erogati
negli ultimi 5 anni per prestazioni improprie di riabilitazione.
A fronte
di tale situazione di stallo, aggravata dalle notizie di assunzioni
di personale da parte delle ASL di Pecara e di Lanciano-Vasto-Chieti,
per assistere i pazienti trasferiti dalle strutture
psicoriabilitative degli Angelini, al di fuori del personale ivi
operante, i lavoratori:
-
stigmatizzano il comportamento della Giunta
Regionale, che a fronte della emergenza sociale e sanitaria
rappresentata dalla vertenza Villa Pini, non agisce con la dovuta
tempestività per attivare la sospensione dell'accreditamento
prevista dalla legge regionale.
-
chiedono al Commissario ad Acta ed alla Giunta
Regionale di assumersi la responsabilità politica di ricollocazione
del personale e di rispettare, prioritariamente, l'impegno già
dichiarato, ma al momento disatteso, di assicurare al personale
operante nelle strutture psichiatriche la prosecuzione
dell'assistenza ai pazienti trasferiti.
-
chiedono all'Assessore Gatti ed a tutta la Giunta
Regionale di garantire, con la sospensione dell'accreditamento,
l'erogazione immediata della cassa integrazione in deroga.
-
comunicano che dal giorno 7 di gennaio riprenderanno
le azioni di lotta con presidio dei lavoratori nelle sedi
istituzionali. Successivamente, giorno per giorno, verranno decise
nuove iniziative in relazione all'evolvere della situazione. Lo
sciopero dei lavoratori è stato proclamato per i giorni 19 e 20
gennaio.
CGIL
ABRUZZO – CGIL FP ABRUZZO
Angela
Scottu - Carmine Ranieri
CISL
ABRUZZO – CISL FP ABRUZZO
Vincenzo
Traniello
Lettera CGIL e CISL del 9 dicembre 2009
Presidente Giunta Regionale
Assessore Regionale alla Sanità
Assessore Regionale al Lavoro
Prefetto di Chieti
e p.c. Presidente Commissione
Parlamentare
d'inchiesta sul Servizio Sanitario
Nazionale
Senatore Ignazio Marino
Oggetto: Strutture Sanitarie
Gruppo Villa Pini – richiesta di intervento.
Chiediamo, di nuovo, un intervento urgente per ricondurre la
gestione dell'assistenza e delle condizioni di lavoro nelle
strutture sanitarie, indicate in oggetto, nell'ambito delle norme
nazionali e regionali vigenti.
La situazione dei pazienti e del personale dipendente
si fa di giorno in giorno più grave.
I lavoratori denunciano situazioni di crescente
precarietà: il personale sanitario della clinica Santa Maria di
Avezzano minaccia di bloccare i servizi nei prossimi giorni; presso
la residenza assistenziale La Cicala di Atessa scarseggiano cibo e
medicinali, mancano anche gli infermieri e, nella giornata di ieri,
non sono state effettuate le terapie; presso la Casa di Cura Villa
Pini di Chieti sono assenti per malattia circa 500 lavoratori su 698
in servizio; i servizi esterni (lavanderia-manutenzione) funzionano
a singhiozzo a causa della morosità della proprietà; nelle strutture
psichiatriche, in particolare, le condizioni di assistenza sono
sempre più incivili: presso la Casa Famiglia di Via San Domenico 5
di Chieti, i dieci pazienti psichiatrici ospiti non possono
usufruire della doccia per guasti alle tubature dell'acqua, ancora
non riparate a distanza di un mese dalla segnalazione; presso la
Casa Famiglia di Via Eugenio Bruno-Chieti si interrompe
continuamente e per lungo tempo la corrente elettrica.
Se queste sono le condizioni di assistenza,
stigmatizziamo, ancor più, la situazione di stallo che si è di nuovo
venuta a creare dopo l'approvazione della L.R. n.27/09 e dopo gli
impegni assunti dal Presidente Chiodi e dall' Assessore Venturoni in
occasione dell'incontro avuto nella giornata del sopralluogo della
Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla volontà di richiedere
l'intervento del Prefetto per il commissariamento. Nulla è stato
fatto.
Siamo di fronte ad un comportamento
irresponsabilmente dilatorio da parte della Giunta Regionale.
A tutt'oggi, da quanto ci risulta,
non è stata ancora inviata la diffida alla proprietà del Gruppo
Villa Pini, prevista dalla L.R. sopracitata. Improbabili,
incomprensibili ed inaccettabili difficoltà burocratiche vengono
poste come causa dei ritardi.
Nessuna convocazione abbiamo ricevuto
per affrontare l' emergenza del mancato pagamento delle retribuzioni
(siamo ormai ad otto mesi di mancato pagamento) ed il futuro
occupazionale dei lavoratori.
In una situazione tanto drammatica,
ogni lentezza di decisione e d'intervento della Regione e del
Commissario ad acta, procrastina una risoluzione della vertenza che,
invece, ha le caratteristiche dell'urgenza.
A tal proposito,
ferma restando l'applicazione della nuova normativa
sull'accreditamento delle strutture sanitarie, ma tenendo presente,
in particolare, lo stato, prima di tutto, incivile in cui sono
tenuti i pazienti psichiatrici e con essi gli operatori che li
assistono e le perduranti condizioni critiche dell'assistenza e del
lavoro, riteniamo che, nell'immediato, sia necessaria una richiesta
di intervento della Regione al Prefetto per affidare, anche
provvisoriamente, strutture e personale alla ASL competente per
territorio.
Chiediamo con ogni urgenza (è
inaccettabile ogni ulteriore ritardo), l'apertura di un confronto
con gli assessorati regionali alla Sanità ed al Lavoro, per definire
modalità di sostegno al reddito dei lavoratori nonché la loro
ricollocazione.
Siamo,inoltre, estremamente
preoccupati dello stato di depressione e prostrazione che sta
colpendo i lavoratori, le cui reazioni impulsive verso questo stato
di cose riusciamo a governare con sempre maggiore difficoltà. Il
nostro è un vero grido di allarme per una condizione socialmente ed
umanamente drammatica
Lunedì p.v., l'Assemblea dei
lavoratori, da noi convocata, deciderà le ulteriori iniziative di
mobilitazione.
CGIL ABRUZZO e FP CGIL ABRUZZO
CISL ABRUZZO e FPS CISL ABRUZZO
Angela SCOTTU - Carmine RANIERI
Maurizio SPINA - Vincenzo Traniello
Lettera
CGIL del 1 dicembre 2009
Sig.Prefetto di
Chieti
Sig. Prefetto de L'Aquila
Presidente Giunta Regionale
Assessore Regionale alla Sanità
Direzione Regionale Sanità
Commissario ASL Chieti
Loro sedi
Oggetto: Crisi Gruppo Villa
Pini-segnalazioni sulle condizioni di assistenza e di lavoro.
In allegato si trasmettono le
relazioni-denunce, inviate alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta
sull'efficacia ed efficienza del Servizio Sanitario Nazionale,
redatte sulla base delle informazioni ricevute dai lavoratori.
Aggiornando la situazione alla data
odierna, dobbiamo, purtroppo, insistere sulle pesanti disfunzioni
che aggravano di giorno in giorno le condizioni di assistenza e di
lavoro.
Come abbiamo più volte sottolineato,
la sola morosità dell'azienda verso i fornitori di servizi e
conseguente interruzione degli stessi sta rendendo le condizioni
igienico-sanitarie delle strutture non solo incivili, ma rischiose
per la salute di pazienti e lavoratori.
Oggi, presso le strutture
psichiatriche e la stessa Casa di Cura Villa Pini di Chieti è stato
di nuovo interrotto il servizio di lavanderia e di pulizia dei
locali.
La ditta Agri, fornitrice dei pasti
per i pazienti, ha di nuovo preannunciato il blocco del servizio,
dando come ultimo termine per il pagamento il 5 dicembre c.a. Per il
personale dipendente (40 unità) sono state previste 13 settimane di
cassa integrazione in deroga.
Questa situazione si ripete ormai
sistematicamente da tempo: la proprietà paga in piccola parte quanto
dovuto ai fornitori, in tempo utile (l'ultimo giorno previsto dalla
diffida) per scongiurare il blocco totale del servizio.
Simili comportamenti che denotano, a
nostro avviso, una condotta amorale, spregiudicata, priva di
qualunque senso di responsabilità, di rispetto e considerazione per
pazienti e lavoratori sta pregiudicando il diritto alla salute ed al
lavoro di un'intera comunità.
Il mancato pagamento delle
retribuzioni ai lavoratori, le condizioni di assistenza sopra
descritte richiedono, a nostro avviso, un intervento immediato da
parte di codeste Istituzioni.
Segretaria Regionale
Confederale
Segretario Regionale FP
Angela Scottu
Carmine Ranieri
Lettera CGIL del
26 novembre 2009
Presidente
Commissione
Parlamentare d'inchiesta
sul Servizio Sanitario Nazionale
Senatore Ignazio Marino
fax n.06/67066138
Oggetto:
Crisi Gruppo Villa Pini d'Abruzzo-segnalazioni.
Egregio
Presidente,
facendo seguito alla nostra nota, datata 23.11.09, e
sulla base dell'informazione ricevuta dai lavoratori, le segnaliamo
che nel Centro Residenziale di Riabilitazione Intensiva, (ex art.26
della Legge 833/78), situato nello stesso stabile della Casa di Cura
Villa Pini, in Via dei Frentani n.228-Chieti, sarebbero fortemente
carenti, in particolare, le condizioni igienico-sanitarie:
i pasti verrebbero trasportati in carrelli utilizzati
anche per il trasporto della biancheria sporca;
la pulizia dei locali sarebbe carente;
la disponibilità dei farmaci sarebbe discontinua,
tanto che il personale sanitario in servizio provvederebbe con mezzi
propri ad assicurarli.
Nello stesso stabile della Casa di Cura Villa Pini di
Chieti, è situato anche il Centro di Riabilitazione Estensiva ( ex
art.26 L.833/78) denominato “Villa Maristella”.
Nel ringraziarla per la sua attenzione, la salutiamo
cordialmente.
Segretaria Regionale Confederale CGIL
Segretario Regionale F.P.CGIL
Angela Scottu
Carmine Ranieri
Lettera CGIL del 23 novembre 2009
Presidente
Commissione Parlamentare d'inchiesta
sul Servizio Sanitario Nazionale
Senatore Ignazio Marino
fax n.06/67066138
Oggetto:
Crisi Gruppo Villa Pini d'Abruzzo-segnalazioni.
Egregio
Presidente,
negli
ultimi tempi si è acuita la crisi delle strutture sanitarie del
Gruppo Villa Pini.
I lavoratori non percepiscono lo stipendio ormai da
sette mesi; l'assistenza erogata risente, ovviamente, di questa
condizione dei lavoratori in stato di forte stress psico-fisico
(aumenta di giorno in giorno il personale assente per malattia), con
punte di disagio e di protesta che hanno riguardato, in particolare,
la Casa di Cura “Santa Maria” di Avezzano (i lavoratori sono saliti
sul tetto della clinica, minacciando il blocco totale dei servizi) e
la Residenza Assistenziale Piccolo Rifugio La Cicala di Atessa (CH)
dove i lavoratori si sono incatenati ai cancelli.
Tutto questo nel silenzio delle Istituzioni. L'unica
novità è costituita dalla recente approvazione in Consiglio
Regionale di una normativa che integra la L.R. n.32/2007 in materia
di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi
contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e
private, prevedendo la sospensione automatica dell'accreditamento e
poi la revoca altrettanto automatica, in caso di mancato pagamento
delle retribuzioni per almeno tre mensilità consecutive da parte
delle strutture sanitarie, attualmente provvisoriamente accreditate.
Al di là dei giudizi di merito su detta normativa,
resta da segnalare una condizione precaria e rischiosa per i
pazienti, sempre più drammatica per i lavoratori.
In particolare, sulla base delle informazioni
direttamente ricevute dal personale dipendente coinvolto, le
segnaliamo quanto segue.
Lo stato di morosità del Gruppo Villa Pini verso i
fornitori fa sì che alcuni servizi fondamentali vengano assicurati a
singhiozzo.
E' il caso del servizio di lavanderia, in
particolare, per i pazienti psichiatrici delle strutture denominate
“ Le Villette”, con conseguente mancanza di ricambio degli
indumenti, delle lenzuola, dei materassi;
è il caso del servizio di manutenzione, per cui
presso la Casa Famiglia di Via San Domenico n.5 in Chieti Centro, i
dieci pazienti psichiatrici ospiti non hanno potuto usufruire per
circa venti giorni dell'acqua per lavarsi e cucinare a causa della
rottura delle tubature che, non riparate, hanno richiesto la
chiusura dell'erogazione, perchè la fuoriuscita dell'acqua inondava
i locali sottostanti, appartenenti al negozio di abbigliamento
“Terranova”.
E' il caso del Centro Residenziale “La Cicala” in Via
Cavalieri di Vittorio Veneto n. 14 di Atessa (CH) che ospita
disabili fisici e psichici ( la gran parte anziani non
autosufficienti), dove lo scarso ed a volte interrotto rifornimento
di generi alimentari fa sì che i pasti vengano assicurati al minimo
grazie alla fantasia ed abilità degli operatori.
Inoltre la disponibilità quotidiana dei farmaci, in
particolare in detto Istituto, verrebbe assicurata dai parenti degli
ospiti dietro prescrizione dei medici di base di riferimento.
Nel ringraziarla per la sua attenzione, la salutiamo
cordialmente.
Segretaria
Regionale Confederale CGIL
Segretario Regionale F.P.CGIL
Angela
Scottu
Carmine Ranieri
CGIL FP e CISL FPS Segreterie Regionali dell'Abruzzo.
I LAVORATORI DEL GRUPPO VILLA PINI
SENZA STIPENDIO DA OLTRE SETTE MESI
SCIOPERANO
Mercoledì 25 e Giovedì 26
novembre 2009
-
ALLA PROPRIETA’ CHIEDONO LA
REGOLARITA’ DEL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI;
-
ALLA REGIONE ABRUZZO CHIEDONO IMMEDIATEZZA DI DECISIONE IN
MERITO ALL’ EMERGENZA CHE STA RENDENDO PRECARIO IL DIRITTO ALLA
SALUTE PER I PAZIENTI E IL DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE PER I
LAVORATORI.
-
I LAVORATORI E IL SINDACATO ESIGONO LA PIENA ASSUNZIONE DI
RESPONSABILITA’ DA PARTE DI TUTTE LE ISTITUZIONI E STIGMATIZZANO L’INCAPACITA’
DELLE STESSE DI DECIDERE E L’ATTEGGIAMENTO DILATORIO CHE LE HA VISTE
ASSENTI ANCHE NEI TAVOLI DI CONFRONTO.
-
RITENGONO
ORMAI INELUDIBILE E URGENTE L’APERTURA DI UN CONFRONTO CON GLI
ASSESSORI REGIONALI ALLA SANITA’ E AL LAVORO SULLE PROSPETTIVE
DELL’ASSISTENZA E DEI POSTI DI LAVORO DEL GRUPPO VILLA PINI.
Concentramento e Presidio
25 novembre ORE 9.00
Via C. di Ruvo – Assessorato Sanità-
PESCARA
31 ottobre 2009
Riportiamo qui sotto l'articolo de "IL CENTRO" del 31 ottobre 2009, che riteniamo molto significativo nel
rappresentare le condizioni in cui versano i lavoratori:
Villa Pini.
Fiaccolata contro l’indifferenza
Lavoratori stremati da sette mesi
senza stipendio e dalla poca solidarietà
PESCARA. Non è ancora cambiato nulla per i lavoratori
della clinica Villa Pini. Stessa rabbia e so sconforto, l’ennesima
manifestazione, ma di risposte, dicono «nemmeno l’ombra». Si sono
ritrovati ieri sera a Pescara in via Conte di Ruvo, davanti
all’assessorato alla sanità, per una fiaccolata che si è mossa tra i
fischi di protesta lungo corso Vittorio Emanuele e corso Umberto I,
fino a piazza Salotto. In tanti, da giorni, occupano la Regione,
mangiano e dormono lì. Sui tavoli dell’assessorato, coperte, panini,
carta igienica. Paola, giovane fisioterapista, è venuta con i suoi
due bambini di nove e sei anni: «Non so dove lasciarli e allora li
porto con me, e poi li tengo vicini, anche perché in casa si parla
solo di soldi e difficoltà, ci sono il mutuo, le bollette, la retta
della mensa da pagare». «E’ assurdo», le fa eco Angela Scottu della
Cgil, «dobbiamo occupare la Regione per avere un tavolo di
confronto». Le storie si accavallano, sembrano ripetersi. Antonella
rischia di perdere la casa perché non ha i soldi per il mutuo, «mia
sorella ha garantito per me, ma la banca non ne vuole più sapere».
Dioniso racconta di Paola, anche lei fisioterapista, che nel fine
settimana «va a raccogliere le olive per mantenere i suoi figli».
Annarita arriva trafelata, stanca dopo l’ennesima giornata di
«fatica gratuita» ma pronta a manifestare: «Lavoro da trent’anni, ma
ora devono smettere di manovrarci perché abbiamo toccato il
fondo». E poi ci sono bambini, il loro disagio comincia a sentirsi.
Il figlio di Rocco ha sette anni e a scuola nel pensierino ha
scritto: «Papà lavora a Villa Pini e ciò nonostante non prende lo
stipendio». Giulia ha salutato la maestra: «Non ci vedremo più,
siamo diventati poveri e torniamo in Puglia dai nonni». Claudia ha
10 anni e ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica
chiedendogli di «aiutare la mamma». Una speranza sembra venire da
Ignazio Marino, che quella lettera l’ha presa impegnandosi a
consegnarla al presidente Napolitano. Ma insieme al malessere dalla
folla arriva la denuncia: «La risonanza magnetica è rotta, ma in
clinica si continuano a fare quindici interventi al giorno, senza
esami strutturali, forse perché i medici guadagnano a
provvigione». I sindacalisti fanno il punto della situazione.
«Abbiamo avuto notizia di controlli a tappeto da parte dell’azienda
su tutti i centri del Gruppo Villa Pini, per verificare la reale
presenza in servizio dei lavoratori», fa sapere Davide Farina della
Cisl, «questi controlli mai effettuati prima in modo così pressante
hanno il significato di dover scoraggiare le iniziative di protesta
contro l’azienda. I lavoratori si stanno sottoponendo a un duplice
stress perchè da una parte devono ancora garantire i servizi
sanitari, evitare contestazioni dell’azienda e per di più mantenere
in piedi il fronte della protesta». Per lavoratori e sindacati tutto
ciò che riguarda la vicenda Angelini è paradossale. «Si occupano più
di questa vertenza a Roma che in Abruzzo», osserva Angela Scottu
sindacalista della Cgil, «Abbiamo molto apprezzato la sensibilità,
la serietà e l’impegno del Senatore Marino che ha voluto chiarire
molte cose ascoltando direttamente tutti i protagonisti di questa
vertenza dai lavoratori alla proprietà». La situazione rimane grave
e anche i medici, secondo quanto riferiscono i sindacati, stanno
lasciano i loro incarichi alla ricerca di altre sistemazioni
professionali.«La condizione economica dei lavoratori è drammatica
tra pochi gioni saranno sette gli stipendi arretrati», conteggia la
Scottu. I dipendenti dei centri sanitari inoltre hanno l’obbligo di
continuare il lavoro anche di fronte a casi eccezionali. «Sono
obbligati a lavorare e non hanno nulla a cui appellarsi», prosegue
la sindacalista, «perchè nel nostro lavoro si tratta di garantire
l’assistenza e non si possono effettuare scioperi ad oltranza. Molti
di loro sono tenuti a fare trattamenti domiciliari e tutto quello
che fanno lo devono svolgere con mezzi propri. Così sempre più
lavoratori sono costretti ad andare a piedi perchè non hanno soldi
per la benzina. E’ assurdo che da parte della proprietà e della
Regione ci sia questa indifferenza. Durante anche questa occupazione
abbiamo avuto persone accanto a noi, qualcuno ci ha sostenuto come
il senatore Pd Giovanni Legnini e il segretario regionale Silvio
Paolucci, Acerbo di Rifondazione. Dalla Regione non si è visto
nessuno eppure stiamo occupando i loro uffici».
IL CENTRO - 31 ottobre 2009
28 ottobre 2009
Ordine del Giorno Comitato Direttivo CGIL Abruzzo approvato
all'unanimità
28ottobre 2009
Volantino
diffuso tra i lavoratori ed alla cittadinanza dal presidio sotto
l'Assessorato alla Sanità
27 ottobre 2009 INCONTRO in Assessorato Regionale Sanità
6 milioni e 350 mila euro da parte delle ASL Abruzzesi
al Gruppo Villa Pini,
quale
anticipo dell'intero ammontare del debito che le aziende
sanitarie hanno.
E' questa la cifra che la Regione si sarebbe
impegnata a far pagare al Gruppo Villa Pini durante
l'incontro di oggi pomeriggio.
I lavoratori
consci che con la cifra restante dopo aver detratta la
somma necessaria per la regolazizzazione del DURC non si
riuscirebbe neanche ad assicurare una mensilità di
stipendio (fermo ad Aprile 2009) hanno deciso di
presidiare in modo continuativo gli uffici
dell'Assessorato Regionale alla Sanità chiedendo,
anche alle prefetture, il necessario intervento per
risolvere la difficile situazione.
16 ottobre 2009 SCIOPERO REGIONALE GRUPPO VILLA PINI
Dopo l'incontro con il Questore di
Pescara i lavoratori in sciopero hanno deciso di presidiare gli
uffici della Regione Abruzzo di viale Bovio e via Raffaello a
Pescara, chiedendo l'attivazione di un tavolo permanente con gli
Assessori Regionali al Lavoro ed alla Sanità e con il commissario
regionale.
Riportiamo qui sotto l'articolo de "IL
CENTRO" del 17 ottobre 2009, che riteniamo molto significativo nel
rappresentare le condizioni in cui versano i lavoratori:
Villa Pini, protestano i
dipendenti, occupata per ore la Regione
PESCARA. «Quando la mattina ti
senti dire da tua figlia che in casa non c’è più un soldo, ti si
chiude il cuore e a cinquant’anni ti rendi conto di essere
sconfitto». Giuseppe è uno dei dipendenti della clinica Villa Pini
che ieri hanno occupato fino a sera la Regione. Insieme a lui ieri
mattina erano più di duecento le persone che hanno occupato viale
Bovio, all’altezza della sede pescarese della Regione Abruzzo,
mentre altri occupavano gli uffici dell’assessore al lavoro Paolo
Gatti in via Raffaello sollecitando un incontro immediato. Gatti
però non si è fatto vivo e in un comunicato ha accusato di
«inciviltà» i sindacati chiedendone le scuse («ma incivile è chi
lascia senza stipendio i lavoratori», gli ha replicato il
consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo). Solo a sera grazie
alla mediazione del questore Stefano Cecere che ha incontrato i
sindacati Cisl e Cgil e i lavoratori, è stato fissato un incontro in
Regione per lunedì alle 16 con Gatti e l’assessore alla sanità
Lanfranco Venturoni. «Ora», dice il responsabile Cisl della sanità
privata Davide Farina, «ci aspettiamo che lunedì vengano firmate le
deleghe per i pagamenti». Da più di sei mesi, i 1300 lavoratori del
gruppo Villa Pini continuano a prestare regolarmente servizio senza
essere pagati. «Non ho più niente da perdere e la mia famiglia sta
andando a rotoli, a questo punto vado fino in fondo e da qui non mi
muovo». Paola è una madre sola che lavora come fisioterapista da 24
anni, e che ora tra il mutuo da pagare e il figlio più grande
all’università a Roma, non riesce più a far fronte alle spese.
Accanto a Paola c’è Patrizia: «Questa situazione sta rovinando
famiglie perbene, e i nostri figli sono i primi a pagarne le
conseguenze». I racconti si susseguono, c’è chi ha perso insieme
allo stipendio anche la custodia dei figli, chi come Anna si è
venduta «tutto l’oro dei bambini, i regali della comunione», e c’è
Loredana che ha un marito operaio e una ragazza all’Università:
«Abbiamo perso la casa, e pensare che mancavano solo due anni di
mutuo». «Ogni giorno viene lesa la nostra dignità» ribatte
Antonella, psicologa. Qualcuno distribuisce i volantini in cui si
leggono le richieste: il pagamento degli stipendi e un tavolo
permanente a cui siano presenti i sindacati e l’assessore Venturoni.
«In caso contrario siamo pronti a rimanere all’interno della
Regione», «abbiamo i sacchi a pelo», «io non posso pagare le
bollette e allora rimango qui», «mi hanno pignorato casa», «non
riesco a guardare mia moglie che piange». E poi c’è Dante, fermo nel
mezzo di viale Bovio, quasi sostenuto dalla bandiera che ha tra le
mani: «A sessant’anni mi ritrovo a balbettare in mezzo alla strada,
al freddo, che vergogna».
IL CENTRO - 17 ottobre 2009
Commento di Angela Scottu (Segretaria Regionale CGIL Abruzzo)
all'ordinanza del
Sindaco di Chieti di chiusura delle strutture riabilitative
psichiatriche del Gruppo Villa Pini
Nei giorni scorsi il sindaco di Chieti Francesco Ricci ha emesso un
ordinanza di chiusura delle strutture psichiatriche, con sedi nel
territorio comunale, facenti capo al Gruppo Villa Pini.
L’atto trae origine dall’indagine dello scorso luglio della
Commissione parlamentare sulla Sanità, seguita alle denunce della
CGIL Abruzzo, che ha confermato il grave, vergognoso e incivile
stato in cui sono tenuti i pazienti psichiatrici in Abruzzo e, in
particolare, in provincia di Chieti.
L’ordinanza del sindaco di Chieti che, tra l’altro, interdisce per 5
anni il Gruppo Villa Pini dall’esercizio delle attività sanitarie in
materia di salute mentale, può e deve rappresentare l’occasione per
attuare compiutamente in Abruzzo, e in particolare in provincia di
Chieti, la legge n.180 sulla riforma psichiatrica. Si tratta,
fondamentalmente, di operare nei confronti delle persone affette da
malattie mentali attraverso le fasi della prevenzione, cura, tutela
e riabilitazione per restituire loro libertà, dignità e speranza.
È il momento di realizzare e/o potenziare concretamente i servizi
psichiatrici territoriali, garantendone l'unitarietà e
l'integrazione; di assicurare e sviluppare l'azione congiunta ed il
coordinamento delle attività svolte dai servizi psichiatrici e dai
servizi sociosanitari ( in particolare: Consultorio, Centri per
tossicodipendenze, ecc.), dalla medicina di base, scolastica, dalla
Guardia Medica e dai servizi ospedalieri (Pronto Soccorso); di
procedere ad un riordino della residenzialità psichiatrica come
indicato dalla normativa vigente in materia e previsto dal Piano
Sanitario Regionale.
Lo stesso risanamento dei conti della sanità abruzzese, sempre più
in rosso nonostante il piano di rientro, ha come condizione
indispensabile che si sviluppino la prevenzione, i servizi
territoriali, l'integrazione sociosanitaria.
Una razionalizzazione del sistema sanitario basata pressoché
esclusivamente su una riduzione della rete ospedaliera senza
prevedere alcuno sviluppo delle attività territoriali e/o sulla
riduzione del numero delle ASL (come predisposto dal Commissario
Redigolo e dalla Giunta Regionale nei loro ultimi provvedimenti) non
garantisce né il risanamento né il diritto alla salute dei
cittadini.
La riorganizzazione dei servizi sanitari psichiatrici nella nostra
regione e in particolare nella provincia di Chieti, deve
significare, innanzitutto, affidare la responsabilità
clinico-organizzativa al Dipartimento di Salute Mentale delle ASL.
Nel caso specifico del trasferimento dei pazienti già ospitati nelle
strutture chiuse dall’ordinanza sindacale del Comune di Chieti, esso
va eseguito in strutture e servizi adeguati subordinando i
trasferimenti alla valutazione funzionale e individuale del Centro
di Salute Mentale competente per territorio, cui compete la presa in
carico del paziente. Occorrono progetti terapeutici-riabilitativi
personalizzati, obiettivi di cura e riabilitazione da perseguire
anche per chi necessita di residenzialità a lungo termine, al fine
di non considerare questi utenti casi “senza speranza”. Occorre,
inoltre, garantire che il reperimento del personale necessario per
l'assistenza ai pazienti trasferiti ricomprenda il personale
attualmente operante nelle strutture da chiudere.
L'Ordinanza del Sindaco di Chieti non può che collocarsi in questo
contesto che chiama direttamente in causa la Giunta Regionale e le
sue scelte di politica sanitaria.
I piani industriali delle Asl approvati dal Commissario Redigolo
non produrranno (per ammissione dello stesso Commissario) risparmi
da investire per la sanità territoriale. Unico risultato quindi: i
cittadini abruzzesi pagano le tasse al livello massimo per avere
meno servizi.
La dichiarazione dell'Assessore Regionale Venturoni secondo cui per
la sanità abruzzese occorrono risorse economiche aggiuntive non può
che avere come logico corollario che tutta la Giunta Regionale
contrasti con forza la scelte del Governo Nazionale che si muovono
nella direzione di tagli poderosi al FSN ( 7mld per il 2010/2011) e
di sottostima del fabbisogno sanitario.
Pescara, 29 settembre 2009
Angela Scottu
Segretaria Regionale CGIL Abruzzo
COMUNICATO FP Abruzzo del 25 settembre 2009
Mentre le vicende del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo
continuano a riempire le prime pagine dei quotidiani, da quelle
giudiziarie, alla chiusura delle strutture residenziali
psico-riabilitative, alla nomina di Rocco Salini quale nuovo
Direttore sanitario, i dipendenti del gruppo continuano a
lavorare senza essere pagati. L'ultima erogazione da parte
dell'azienda corrisponde ad un acconto di €.516,00 relativi alla
mensilità di aprile 2009. Dunque la maggior parte degli oltre 1.300
addetti devono ancora percepire cinque mensilità.
Solo alcuni lavoratori guidati dalla CGIL FP di
Chieti (circa 250) che hanno attivato i decreti ingiuntivi nei
confronti della proprietà, hanno ottenuto le retribuzioni fino al
mese di giugno 2009 e oltre.
E' evidente che in tale contesto la disperazione dei
dipendenti aumenta di giorno in giorno e qualora non si porrà
rimedio a tale enorme disagio il sindacato tornerà a protestare con
i lavoratori.
Eppure nel mese di luglio scorso sembrava che le cose
stessero migliorando. Infatti fu trovata una intesa con la Regione
per la quale, a seguito di un contratto provvisorio stipulato tra la
ASL di Chieti ed il Gruppo Villa Pini, si procedette al pagamento
diretto dei lavoratori da parte delle ASL per un importo
corrispondente a circa tre mensilità oltre la regolarizzazione degli
oneri contributivi ed assistenziali nei confronti di INPS e INAIL.
Per poter fare ciò il Commissario Redigolo e la Regione
autorizzarono le ASL a procedere alla remunerazione dell'85% del
budget, nei limiti dei 6/12 di quello annuo assegnato al Gruppo
Villa Pini.
Nel predetto contratto, inoltre, le strutture del
Gruppo Villa Pini si impegnavano a sottoscrivere i contratti
negoziali 2009. Tale sottoscrizione avrebbe dovuto portare le ASL ad
una remunerazione regolare delle prestazioni effettuate dal Gruppo
ed il pagamento regolare degli stipendi.
Ad oggi, purtroppo, i lavoratori sono ancora ridotti
alla fame e la CGIL non è più disposta ad attendere oltre.
Le responsabilità della proprietà sono ovvie: chi
chiede una prestazione lavorativa è obbligato a corrispondere il
salario nei tempi previsti dai contratti e dalle leggi. D'altro
canto va chiarito per quale motivo il percorso individuato si è
interrotto.
La CGIL FP e la CISL FP hanno proclamato nuovamente
lo stato di agitazione del personale e sono stati chiamati per
esperire la procedura di conciliazione
dinanzi al Prefetto dell'Aquila per la giornata di lunedì 28
settembre, alle ore 10 , nella sede della Prefettura a Coppito.
Oltre ai sindacati ed alla proprietà, sono stati
invitati l'Assessore alla Sanità, Dott. Venturoni ed il Commissario
ad Acta, Dott. Redigolo.
La CGIL auspica che in tale incontro si possano
trovare le soluzioni per garantire il salario ai lavoratori. In caso
contrario si programmeranno nuovi scioperi
e nuove iniziative di lotta.
Il Segretario Generale CGIL FP ABRUZZO
Carmine Ranieri
Verbale di incontro dell'11 settembre 2009
Il giorno 11 settembre 2009,
presso la Sede del Gruppo Pini si sono riuniti l'Amministratore
della società Dott.ssa Chiara Angelini e le delegazioni sindacali di
CGIL FP e CISL FP nelle persone per discutere circa le vertenze che
il sindacato ed i lavoratori hanno intrapreso negli ultimi mesi a
seguito del mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori e
sulle prospettive future dell'azienda e dei propri dipendenti. A tal
fine la proprietà dichiara che sono state comminate sanzioni
disciplinari ai dipendenti che si sono assentati dal lavoro nei
giorni di protesta. Le OO. SS. ribadiscono che le azioni dei
lavoratori sono scaturite a seguito del comportamento dell'azienda
che non ha provveduto a pagare regolarmente (le retribuzioni
arretrate sono arrivate fino a sette mensilità) gli stipendi
portando i lavoratori alla disperazione.
Seppur in disaccordo sulla valutazione
di quanto accaduto nei mesi passati, le parti concordano nella
necessità del ripristino di corrette relazioni sindacali per
garantire la prosecuzione dell'attività e serene condizioni di
lavoro superando le difficoltà emerse nei mesi precedenti.
A tal fine le organizzazioni sindacali
ritengono che condizioni imprescindibili per ristabilire un clima
sereno tra i lavoratori siano l'annullamento delle sanzioni
disciplinari comminate ai lavoratori, l'archiviazione delle
contestazioni di addebito disciplinare inviate ai dipendenti ed il
pagamento regolare delle retribuzioni alle scadenze previste dai
vigenti CCNL. Per quanto riguarda le retribuzioni già maturate e non
corrisposte fino al mese di luglio 2009, le parti potranno
concordare modalità e tempi per il loro recupero.
L'azienda dichiara di essere disposta,
al fine di dare un segnale di distensione ai lavoratori, ad
annullare le sanzioni disciplinari emesse, ad archiviare le
contestazioni di addebito disciplinare inviate ai dipendenti e
dichiara la volontà di pagare regolarmente gli stipendi ai
lavoratori destinando a tal fine anche tutti gli emolumenti versati
dalle ASL all'azienda. Informa il sindacato che, anche al fine di
poter risolvere le problematiche legate alla impossibilità di
erogare gli stipendi, l'azienda ha già firmato alcuni contratti
negoziali 2009 e firmerà i restanti a breve, nonostante le grosse
riduzioni di budget previste. Ciò dovrebbe consentire, come
garantito dalle istituzioni regionali, una erogazione costante di
liquidità da parte delle ASL per le prestazioni via via erogate
dalla società. L'azienda denuncia altresì che nonostante il
comportamento virtuoso della stessa, le ASL non erogano regolarmente
quanto da esse dovuto e ciò crea ancora difficoltà nei pagamenti ai
lavoratori.
Infine, tenuto conto delle difficoltà
derivanti dalla riduzione di attività imposta all'azienda sia in
termini di volume che di specialità offerte, la proprietà chiede al
sindacato di affrontare insieme, seppur nei differenti ruoli ed
interessi coinvolti, le tematiche relative alla riorganizzazione
dell'azienda ed alle strategie da mettere in campo al fine di dare
un futuro all'azienda ed ai lavoratori.
Il sindacato apprende positivamente la
volontà dell'azienda di annullare le sanzioni disciplinari predette
e di archiviare le contestazioni di addebito disciplinare emesse.
Per quanto riguardail pagamento delle retribuzioni, non avendo
garantito l'azienda la regolarità di pagamento richiesta dalle OO.SS.
a partire dal mese di agosto 2009, comunicano che attiveranno presso
il Prefetto la procedura di raffreddamento prevista dalle vigenti
norme, al fine di attivare il tavolo istituzioni, azienda,
sindacato.
Per quanto concerne poi la richiesta
di affrontare congiuntamente i temi legati alle problematiche
aziendali, il sindacato ritiene che tale confronto sia necessario e
che in un sistema di corrette relazioni sindacali, improntate alla
trasparenza ed alla buona fede reciproca, si possa riuscire a
sviluppare sinergie significative.
A seguito di quanto detto si
concorda che:
-
Le parti si impegnano a
ripristinare corrette relazioni sindacali improntate alla
trasparenza ed alla buona fede.
-
La proprietà del Gruppo Villa Pini
annullerà tutte le sanzioni disciplinari comminate ai lavoratori
e archivierà le contestazioni di addebito disciplinare inviate
ai dipendenti.
-
L'azienda dichiara di voler pagare
con regolarità le retribuzioni spettanti ai dipendenti a partire
da quella relativa al mese di agosto, fermo restando il regolare
pagamento da parte delle ASL dei crediti dovuti per le
prestazioni effettuate così come previsto dai contratti
negoziali sottoscritti.
-
Le OO.SS. verificheranno il
rispetto di quanto sottoscritto nei contratti negoziali da parte
delle ASL e ne solleciteranno l'ottemperanza nel caso in cui
quanto previsti dagli stessi sia stati disattesi.
-
Le OO.SS. si rendono disponibili
ad un confronto sulle problematiche aziendali e sulle
prospettive future dell'azienda.
Le ASL provvedono a pagare le mensilità arretrate
ai lavoratori
Dal 23 Luglio tutti i lavoratori del gruppo Villa Pini hanno avuto
accreditato, dalla ASL di Chieti, sui loro conti correnti le prime 3
mensilità arretrate (Dicembre 2008, Gennaio e Febbraio 2009).
I lavoratori per i quali l'esecutività del pignoramento dell'udienza
del 14 luglio è stata notificata con immediatezza alla Proprietà di
Villa Pini, sono stati ovviamente esclusi dalla assegnazione delle
tre mensilità arretrate, di cui sopra, e percepiranno, comunque
entro il 31 luglio 2009 dalla ASL di Pescara, le sette mensilità
come da decreto di pignoramento.
ACCOLTE LE ISTANZE DI PIGNORAMENTO
Il Tribunale di Pescara, nell'udienza del 14 luglio 2009, ha accolto
favorevolmente le istanze di pignoramento c/o terzi (ASL Pescara)
presentate dai lavoratori dipendenti della Casa di Cura e delle
strutture di riabilitazione psichiatrica di Villa Pini, iscritti alla
CGIL.
Il 22 luglio il Tribunale di Pescara ha accolto favorevolmente i pignoramenti avanzati dai
lavoratori, iscritti alla CGIL, della San.Stef.A.R. che
lavorano presso i centri di Chieti e provincia.
Ai ricorrenti, entro il 31 luglio 2009, verranno corrisposte le 7
mensilità arretrate.
Il comunicato stampa
del 15 luglio 2009di Andrea Gagliardi (Segretario generale FP
CGIL Chieti). sull'accoglimento dei pignoramenti avanzati dai
lavoratori iscritti alla CGIL.
I M P O R T A N T E !
Leggi l'accordo negoziale provvisorio Sottoscritto da ASL Chieti
e Gruppo Villa Pini il 9 luglio 2009 che permetterà alle ASL,
attraverso delega di Villa Pini, a regolarizzare la posizione
contributiva del gruppo ed a pagare tre mensilità (Dic 08,Gen e Feb
09) ai lavoratori.
Importante risultato delle
lotte sindacali, ma la battaglia continua.
COMUNICATO STAMPA del 10 luglio 2009
Le segreterie regionali confederali e di Funzione pubblica esprimono
soddisfazione per l’esito positivo della lunga e decisa lotta dei
lavoratori di Villa Pini che alla fine ha costretto l’azienda e la
Giunta regionale a trovare un accordo per una pur parziale soluzione
al pagamento degli stipendi arretrati.
Si è così messo fine ad un vergognoso balletto di indecisioni,
rinvii ed irresponsabili furberie sulla pelle dei lavoratori. Diamo
atto alla ASL di Chieti, all'Assessore Venturoni e al Commissario
Redigolo di aver svolto un ruolo attivo e responsabile nella ricerca
e definizione dell’accordo-ponte che, in attesa della sottoscrizione
dei contratti negoziali per l'anno 2009, consente di sbloccare la
somma necessaria per pagare gli oneri previdenziali e almeno due su
sette degli stipendi dovuti ai lavoratori di Villa Pini.
La battaglia sindacale non è finita. Continuerà con il duplice
obiettivo di assicurare ai lavoratori tutte le retribuzioni
arretrate non pagate e quelle correnti e quello di ottenere,
attraverso la stipula dei contratti negoziali, regole certe su
prestazioni sanitarie da erogare, sul rispetto delle normative
contrattuali in riferimento al rapporto di lavoro; in una parola,
sulle condizioni di assistenza e di lavoro.
Il prossimo, più ravvicinato e importante impegno è rappresentato
dall'audizione che avremo il 14 luglio c.a., presso la Commissione
Parlamentare d'Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, cui ci
siamo rivolti nel denunciare la situazione assistenziale ed
occupazionale del gruppo Villa Pini, chiedendo controlli e
verifiche.
Pescara 10 luglio 2009
Segreteria regionale
confederale
Segreteria regionale FP
Angela Scottu
Carmine Ranieri
Pro memoria sulla crisi del
Gruppo sanitario privato Villa Pini
I fatti
1400 lavoratori non percepiscono la retribuzione ormai da 7
mesi.
• Tutte le soluzioni ipotizzate e intraprese per sbloccare i crediti
non contestati del gruppo Villa Pini nei confronti della Regione
Abruzzo hanno incontrato continue difficoltà, quali la
quantificazione dei crediti, la cessione degli stessi per il 2008
all’Unicredit, il mancato rilascio del DURC (non sono stati pagati
contributi previdenziali per circa 7 milioni di euro), la verifica
dei requisiti di legge per la stipula dei contratti, etc.
• La Giunta regionale abruzzese non ha ancora adottato alcun atto,
né decisorio né di indirizzo, per sbloccare i crediti o rimuovere la
situazione di palese illegalità in cui versa l’azienda rispetto alla
Legge Regionale n. 32/2007 (revoca dell’accreditamento in caso di
violazione degli standard qualitativi e quantitativi, mancata
applicazione del contratto nazionale, etc.).
• L’azienda sostiene che la mancata corresponsione da parte della
Regione di quanto “maturato” non le consente di adempiere ai propri
obblighi.
• Vittime incolpevoli di questa situazione sono i circa 1400
lavoratori del gruppo Villa Pini (privi, tra l’altro, di
ammortizzatori sociali)
Le iniziative sindacali
A fronte di questa situazione, le organizzazione sindacali (CGIL in
primis, affiancata dalla CISL, inesistente la UIL), da circa un mese
hanno inasprito la lotta realizzando le seguenti iniziative:
• astensione dal lavoro e manifestazioni quotidiane con presidi
presso le cliniche del gruppo.
• incontri con le Istituzioni, con le direzioni ASL, con i sindaci
e i consigli comunali dei comuni ospitanti attività del gruppo Villa
Pini (Chieti, Teramo, Pescara, Lanciano, Vasto, Montesilvano,
Casalbordino, i cui consigli hanno approvato odg di solidarietà),
con la partecipazione di delegazioni degli utenti.
• esposto-denuncia alle Procure di Chieti e di Pescara e al Prefetto
di L’Aquila.
• lettera al senatore Ignazio Marino, presidente della commissione
parlamentare d’inchiesta sulla sanità, sottoscritta da oltre 100
lavoratori.
• telegramma alla commissione Marino per chiedere di essere
ascoltati in merito alla vicenda Villa Pini.
Iniziative di altri soggetti
• Il senatore Giovanni Legnini (Pd), abruzzese, ha presentato il 30
giugno scorso un ben argomentato esposto al Procuratore della
Repubblica di Pescara, dr. Nicola Trifuoggi, chiedendo (pur in
termini formalmente ipotetici, non perentori) l’applicazione degli
artt. 15 e 45 della Legge nazionale n.231/2001 per nominare un
Commissario giudiziale dell’attività del gruppo Villa Pini.
La proposta è sostenuta dal Pd e dall’Idv abruzzesi.
Le nostre valutazioni
• Noi pensiamo che la Procura di Pescara possa avere dubbi
sull’opportunità di intraprendere azioni “forti” nei confronti del
gruppo Villa Pini essendo il titolare di quest’ultimo il “grande
accusatore” che ha portato Del Turco in galera e fatto cadere,
nell’estate scorsa, la Giunta Regionale di centrosinistra.
• L’immobilismo della Giunta Regionale, da noi denunciato
ripetutamente e con forza, si può spiegare perché da un lato si
libera di un personaggio scomodo, dall’altro perché se ne
avvantaggerebbe riducendo i LEA (Villa Pini ha praticamente il
monopolio della riabilitazione)
e quindi il disavanzo della sanità.
• L’azienda sembra perseguire l’obiettivo del fallimento, pensando,
evidentemente, di addossarne la causa alla Regione e chiedere
all’ente un colossale risarcimento danni.
• Pur nella cura e attenzione massime possibili ai diritti dei
pazienti, è impossibile evitare situazioni di rischio, anche perché
l’azienda non paga i fornitori e, quindi, c’è una carenza di
rifornimenti con progressivo svuotamento delle scorte.
Pescara, 7 luglio 2009
Segreteria Regionale Confederale
CGIL Segretario Regionale
F.P.CGIL
Angela
Scottu
Carmine Ranieri
Lettera consegnata il 25 giugno 2009 al Sen.
Ignazio MARINO,
Presidente della Commissione
Parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale
Pescara 25 giugno 2009
Sen. Ignazio Marino
Presidente Commissione parlamentare d'inchiesta sul SSN
Egregio Presidente,
la situazione assistenziale ed occupazionale del gruppo Villa Pini,
una delle realtà sanitarie più importanti della regione Abruzzo,
diventa ogni giorno più drammatica.
I seri pericoli per la salute e la sicurezza dei
pazienti che si è venuta a determinare nei mesi anche a causa
dell'insufficiente ed irregolare rifornimento, da parte della
proprietà, di materiali e strumentazioni mediche spesso
indispensabili per l'attività terapeutica ed assistenziale, il
mancato percepimento dello stipendio da oltre sei mesi da parte dei
circa 1500 lavoratori, che in ogni caso, con
spirito di
assoluta abnegazione stanno continuando a prestare
assistenza ai malati, ci spingono a chiederLe di intervenire per
verificare le anomalie che ormai da anni si perpetuano nella
gestione della struttura e per ripristinare quel senso di legalità
necessario per garantire il diritto alla salute sancito dalla nostra
Costituzione.
Come potrà verificare anche dall'esposto denuncia
allegato, presentato dalle Segreterie regionali Confederali di
categoria di CGIL e CISL ed indirizzato tra gli altri anche alle
Procure della Repubblica di Pescara e Chieti, la nostra accorata
richiesta è finalizzata ad attivare controlli e verifiche sulla
disponibilità, qualità e conformità alle norme di sicurezza delle
prestazioni sanitarie erogate al fine di assicurare ai cittadini
prestazioni sanitarie efficaci e conformi alle disposizioni di
legge.
Inoltre l'attività di indagine di codesta
Commissione che si chiede di poter disporre potrà essere finalizzata
anche ad accertare il rispetto da parte del Gruppo Villa Pini delle
norme e delle disposizioni che regolano l'accreditamento delle
strutture sanitarie private al Sistema Sanitario nazionale anche in
relazione alle complesse vicende che hanno caratterizzato i rapporti
tra l'azienda suddetta, le ASL e la regione Abruzzo negli ultimi
anni, verificando anche l'evoluzione degli stessi.
Nel ringraziarla
anticipatamente per quanto potrà fare, Le porgiamo distinti saluti.
Lettera firmata da 101persone
tra lavoratori ed utenti
Esposto-denuncia delle Segreterie
Regionali Confederali e di Categoria
di CGIL e CISL dell'Abruzzo
indirizzata a:
-
Presidente della Giunta regionale Chiodi, Commissario
ad acta Redigolo, Assessori regionali Venturoni (sanità), Gatti
(lavoro), Direzioni ASL dell’Abruzzo,
-
Procure della Repubblica di Pescara e Chieti
-
Prefetto de L’Aquila
-
Sindaci dei Comuni sedi delle strutture sanitarie del
Gruppo Villa Pini
^^^^
Gentili
signori,
a sostegno del disagio, della protesta e della mobilitazione di
lavoratori e utenti delle strutture sanitarie abruzzesi del Gruppo
Angelini, che li vedrà, nei prossimi giorni, rappresentare di
persona le proprie difficoltà alle Direzioni Generali delle ASL ed
ai Sindaci dei Comuni dove sono ubicate le strutture sanitarie e di
riabilitazione, denunciamo con forza la situazione drammatica e con
seri pericoli per la salute e la sicurezza dei pazienti che si è
creata, nelle suddette strutture, per le pesanti, primarie
responsabilità della proprietà e per l’incapacità della Giunta
regionale a intervenire con decisione ed efficacia per tutelare i
diritti e gli interessi dei lavoratori che da oltre 6 mesi non
ricevono lo stipendio.
Si è così creato tra i dipendenti del gruppo Angelini uno stato di
gravissimo disagio, con immediate e dirette ripercussioni, non solo
sulle loro famiglie spesso ridotte letteralmente alla fame, ma anche
sulla sicurezza dei pazienti. È diventato sempre più problematico,
infatti, assicurare l’assistenza e le terapie necessarie per motivi
diversi e concomitanti:
-
l’insufficiente e
irregolare rifornimento, da parte della proprietà, di materiali
e strumentazioni mediche spesso indispensabili per l’attività
terapeutica e assistenziale;
-
il numero crescente
di casi di “autolicenziamento per disperazione” di decine di
dipendenti;
-
la difficoltà di
molti lavoratori di far fronte perfino ai costi degli
spostamenti quotidiani per recarsi al lavoro (è il caso, ad
esempio, di molti dipendenti dei Centri di Riabilitazione San
Stef.AR);
-
la necessità dei
lavoratori di promuovere e, assicurando i servizi essenziali, di
partecipare in prima persona alle inevitabili e necessarie
azioni di protesta e di denuncia.
Abbiamo voluto rappresentare la gravità della situazione, e portarla
a conoscenza anche della magistratura, per ricordare, in primo luogo
alla Giunta Regionale, che si sta parlando di strutture sanitarie
che erogano prestazioni e servizi essenziali per la salute dei
cittadini e lo fanno per conto del servizio sanitario nazionale.
Il diritto alla salute, oltre che essere un principio naturale, è un
diritto riconosciuto dalla Costituzione italiana e che, quindi, deve
essere garantito e tutelato dalle istituzioni pubbliche, Stato e
Regioni innanzitutto. Pertanto è inammissibile e inaccettabile
sentire affermare dalla Giunta Regionale che essa non può
intervenire garantendo, ad esempio, eventuali prestiti delle banche
ai lavoratori perché questo costituirebbe un precedente per tutte le
altre situazioni di crisi o l'affermazione per la quale deve essere
la Magistratura a decidere la titolarità dei crediti vantati sia
dalle banche che dalla proprietà del gruppo Angelini per le
prestazioni rese nell'anno 2008 .
A parte che tutte le situazioni di crisi vanno affrontate e risolte,
tutelando in primo luogo i diritti e gli interessi dei lavoratori,
la Giunta Regionale non può far finta di ignorare la specificità di
aziende sanitarie che erogano servizi per conto del servizio
sanitario pubblico. Anche i ripetuti e fieri proclami di voler
rispettare le regole e la legalità (ci mancherebbe che un Presidente
di Giunta regionale affermasse il contrario) lasciano un po’
perplessi. Essi, ovviamente, sono da condividere, ma non vorremmo
che nel caso specifico fossero un ennesimo alibi per nascondere e
giustificare incapacità, indecisione e attendismo. Intanto,
andrebbero rispettate anche le regole che garantiscono ai cittadini
livelli uniformi di assistenza e quelle che stabiliscono che “la
retribuzione deve essere corrisposta al lavoratore non oltre il
settimo giorno lavorativo successivo alla fine di ciascun mese”,
come dice il vigente contratto nazionale di lavoro per la sanità
privata.
Noi chiediamo:
1) che la Magistratura Ordinaria, consentendo la procedura d'urgenza
per l'esecutività dei decreti ingiuntivi promossi dai lavoratori
contro la proprietà per il pagamento degli stipendi, concluda il
procedimento nei tempi più brevi possibili;
2) che si sottoscrivano rapidamente i contratti negoziali tra le ASL
e la proprietà, imponendo a quest'ultima di regolarizzare la propria
posizione rispetto al DURC, ripristinando così, nei fatti, quella
legalità così spesso richiamata, a parole, dalla Giunta Regionale
per giustificare la propria inconcludenza;
3) che la Regione sblocchi i crediti 2008, sulla cui titolarità la
Regione ha tutti gli strumenti e le conoscenze per decidere
positivamente e in tempi rapidi;
4) che la Regione si faccia garante del prestito bancario ai
lavoratori per consentire loro di uscire dalla condizione di
drammatica indigenza in cui li ha precipitati la mancata
corresponsione degli stipendi;
5) che Regione ed ASL garantiscano in concreto, quindi, la legalità:
l
assicurando ai cittadini la disponibilità di
prestazioni sanitarie efficaci e sicure;
l
attivando controlli e verifiche sulla disponibilità,
qualità e conformità delle prestazioni sanitarie erogate, sulle
condizioni di lavoro dei dipendenti e sull'applicazione del CCNL;
l
applicando le prescrizioni normative previste in caso
di mancato rispetto e mancata garanzia delle condizioni di
assistenza e di lavoro come disciplinate dalle leggi (D.Lgs. 229/99
e successive modifiche e integrazioni, L.R n.32/07).
Pescara, 24 giugno 2009
CGIL ABRUZZO e FP CGIL ABRUZZO CISL ABRUZZO e FPS
CISL ABRUZZO
Angela SCOTTU - Carmine RANIERI
Maurizio SPINA - Vincenzo Traniello
Lettera diffusa dai lavoratori del Gruppo Villa Pini il 20
giugno 2009
Ai pazienti del Gruppo
Villa Pini
=============================
Noi lavoratori del gruppo Villa Pini, dislocati su tutto il
territorio regionale, da sei mesi siamo senza stipendio. Vivere in
queste condizioni è impossibile, c’è chi sta perdendo la casa, chi i
figli, chi non riesce a fare la spesa. Ciò, oggettivamente, crea
forte disagio personale e familiare che, purtroppo, si può
ripercuotere sull’attività lavorativa.
L’ultima cosa che vorremmo è non assicurare un servizio di qualità
ai pazienti, ai quali siamo molto legati. Perché quando lavori per
aiutare le persone a star meglio, si creano rapporti di affetto che
vanno oltre il solo rapporto professionale operatore-paziente.
Abbiamo sempre lottato per migliorare la nostra professionalità e
per garantire quanto necessario alle persone che hanno riposto in
noi la fiducia per il raggiungimento della loro ottimale condizione
psico-fisica. Stiamo lottando, ora, anche per i nostri diritti e per
la dignità e la qualità del nostro lavoro.
Confidiamo nella comprensione dei pazienti e delle loro famiglie per
questa difficile situazione.
I lavoratori e le
lavoratrici del gruppo Villa Pini.
|
|