Intervento di MARCHIOLI MICHELE Segretario Generale CGIL Chieti al 45.mo Congresso della CGT Unione Dipartimentale de la Moselle (F)

 

Care compagne e cari compagni a nome della CGIL di Chieti un saluto fraterno.

Ringrazio la CGT de la Moiselle per il gradito invito rivolto alla CGIL di Chieti e dell'Abruzzo a partecipare al vostro congresso.

Per rilanciare lo sviluppo, tutti i Paesi Europei, negli ultimi anni, hanno cercato di ridurre le tutele sociali e salariali, però credo che quanto avvenuto in Italia con il Governo Berlusconi non abbia avuto eguali in nessun Paese europeo.

Dovunque, nell'Unione Europea, grazie all'alleanza stabilitasi tra governi ed imprese sotto l'insegna della competitività e della strategia di accrescerla abbattendo i costi della manodopera, gli interventi sul mercato del lavoro hanno moltiplicato i lavori flessibili e la precarietà.

Anche in Francia il tentativo di introdurre il Contratto di primo impiego (CPE) che ha fatto scendere in piazza nella primavera scorsa folle di giovani, è stato soltanto l'ultimo tentativo del Governo Francese per accrescere ulteriormente la tipologia dei lavori precari.

In Italia il Governo di Centro-destra dicendo di aver dovuto riscrivere le regole del mercato del lavoro secondo gli indirizzi della strategia europea per l'occupazione: Aumentare i tassi di occupazione, favorire l'occupazione femminile, degli anziani, e dei giovani in formazione, attraverso una legge del 2003 (la n.30), ha portato a 43 le tipologie di contratto di lavoro, togliendo ai lavoratori dipendenti la concezione che il lavoro normale sia quello con contratto a tempo pieno ed indeterminato. Una legge che ha consentito al Governo Berlusconi di vantarsi di aver realizzato il mercato del lavoro più flessibile al mondo.

Purtroppo la precarietà non ha limiti e se si sceglie di competere tramite l'abbattimento dei costi della manodopera e, come avvenuto in Italia si annullano i controlli alle aziende, allora si incentiva il lavoro nero, l'economia sommersa, l'evasione fiscale e contributiva. La conseguenza è la crescita degli infortuni e delle morti nei luoghi di lavoro.

Di fatto in un mercato globale, imprevedibile e senza regole le aziende in nome della competitività hanno trasferito i rischi dall'impresa al lavoro.

Oggi, in Abruzzo, il 76% dei nuovi contratti di lavoro sono contratti flessibili e precari.

L'Abruzzo e la Provincia di Chieti hanno, poi, il triste primato di essere la regione e la provincia italiana con la più alta percentuale di infortuni sul lavoro rispetto agli occupati.

Oggi il nostro primo impegno è rivolto a contrastare la precarietà ed a rivendicare e ricostruire condizioni di lavoro stabile e di qualità. Il nuovo Governo Prodi, ha ripreso a perseguire, con il sindacato, la via del dialogo sociale e della concertazione. Da gennaio si insedierà un tavolo di concertazione Sindacati, Imprese, Ministro del Lavoro, per concordare nuove norme di contrasto alla precarietà.

Intanto, grazie alle battaglie del sindacato e della CGIL in particolare, il governo ha adottato normative di contrasto al lavoro nero ed agli infortuni sul lavoro.

Oggi per le imprese edili, e da gennaio anche per tutte le altre, è diventato obbligatorio comunicare agli uffici pubblici del lavoro le assunzioni dei lavoratori almeno il giorno prima che inizino effettivamente a lavorare. Questa semplice norma ha fatto sì che si possano effettivamente ispezionare le aziende, ed insieme alle pesanti sanzioni economiche ed amministrative previste, che arrivano fino alla sospensione ed alla chiusura dei cantieri se nel corso delle ispezioni viene rilevata la presenza di lavoratori irregolari o in nero, assicura una efficace lotta al lavoro nero e con esso agli infortuni sul lavoro.

In Abruzzo ogni anno registriamo 24000 infortuni sul lavoro, dei quali 18000 riguardano i giovani. E 30 sono mediamente i morti sul lavoro. Una vera piaga contro la quale stiamo perseguendo una dura battaglia.

Il nostro primo impegno riguarda, quindi, le condizioni di lavoro, dalla lotta alla precarietà, all'adeguamento salariale, alla lotta al lavoro nero ed alla riduzione degli infortuni sul lavoro.

Il secondo nostro impegno è rivolto all'accoglienza, alla costruzione di diritti ed all'integrazione dei lavoratori immigrati.

Credo sia facile a questo congresso condividere queste nostre due emergenze. Al nostro congresso dell'anno scorso Jacky DUHAUT ha riferito, infatti, che i salariati immigrati, in particolare italiani, hanno svolto un ruolo importante nella storia industriale della Lorraine. Arrivati all'inizio del secolo scorso per lavorare nelle attività estrattive del ferro e del carbone, la popolazione immigrata italiana rimane ancora oggi la prima con quasi 41.000 persone. Ed ha anche detto che con il 7% di immigrati la Lorena è al settimo posto tra le regioni francesi in fatto di accoglienza di migranti.

L'Italia, da Paese di emigranti si è trasformato in un Paese di immigrazione. Il passato Governo di centro-destra ha approvato una legge che obbliga gli immigrati ad avere un lavoro, una casa ed un reddito certo per ottenere il permesso di soggiorno. Se si perde il lavoro si diventa clandestini e se espulsi non si può tornare in Italia per 10 anni. A coloro che non muoiono in mare, vittime di scafisti senza scrupoli che commerciano la speranza e l'illusione di un mondo migliore verso quanti lo cercano nelle nostre patrie, il nostro Paese riserva, prima del rimpatrio, l'accoglienza in vergognosi Centri di Permanenza temporanei.

A quasi la totalità degli immigrati viene riservato un lavoro duro, sottopagato, pericoloso e spesso con i connotati di una nuova schiavitù.

Siamo impegnati quindi, in un'azione che riesca ad abolire questa normativa ed approvarne un'altra capaci di dare agli immigrati diritti eguali a quelli degli italiani e capace di realizzare una vera cultura dell'integrazione. Anche su questo, quanto accaduto e quanto continua ad accadere nelle periferie di Parigi e di altre grandi città francesi ci deve far riflettere per tempo.

La CGIL di Chieti, è impegnata a realizzare il progetto « Uguale e Fratelli » finalizzato alla costruzione di nuovi diritti agli immigrati. Così come è impegnata nel costruire migliori condizioni sanitarie e di sostentamento alimentare nella provincia di Tiankoura nel BurKina Faso (Paese africano tra i più poveri al mondo). Siamo interessati e stiamo riscontrando l'interesse della CGT della Lorraine come di altre organizzazioni sindacali europee a costruire un progetto transnazionale per l'aiuto al Paese africano.

Voglio ora brevemente presentare al congresso l'Abruzzo e la provincia di Chieti:

La regione Abruzzo, regione del centro Italia che si affaccia sul mare adriatico, ha quattro province, 305 Comuni, 1.300.000 abitanti ed una superfice di 10.794 Kmq ed una densità abitativa pari a 120 abitanti per kmq.

La Provincia di Teramo, quella più a nord, attrezzata per un turismo balneare che predilige ampie spiagge sabbiose, vanta un importante sistema di piccola industria soprattutto tessile del mobile ed alimentare.

La provincia di L'Aquila (zona interna dalle spettacolari montagne) ha una importante produzione, oggi purtroppo in fase di ristrutturazione, per le telecomunicazioni.

La provincia di Pescara, invece, ha nei servizi e nel commercio la sua attività principale.

E poi la mia provincia, quella di Chieti, 104 Comuni, 392.000 abitanti 2.587 kmq con una densità abitativa pari a 151 abitanti per Kmq.

L'economia della provincia di Chieti è la più importante della regione ed è la prima del sud Italia per valore aggiunto pro capite. Chieti presenta uno dei più alti tassi di industrializzazione tra le province italiane. Fortemente caratterizzata dalla presenze di medie e grandi imprese soprattutto nel sistema Auto vanta performance di export pro capite superiori di 7 volte quelle delle province del centro sud Italia. I settori industriali più importanti sono quelli della metalmeccanica, dell'auto (SEVEL partenariato tra FIAT PEUGEOT e CITROEN per la produzione dei furgoni) della moto (Honda), del Vetro ma anche del tessile e dell'agroalimentare con importanti industrie della pasta che fanno conoscere non solo Chieti, ma l'Italia nel mondo.

Il tasso di attività è pari al 61,6% e la disoccupazione è all'8,6%.

E' una provincia da visitare, dove in 45 minuti di macchina è possibile andare dal mare ai 2000 metri di altezza. Tra le province più sicure in Italia in termini di malavita, si presta ad accogliere chi vuole fare una vacanza tranquilla ma nello stesso tempo ricca di opportunità ambientali, culturali e gastronomiche. Vi aspettiamo.

Care compagne e cari compagni, il 1 ottobre del 1906 (esattamente 100 anni fa) nei locali della Camera del Lavoro di Milano, al termine del Congresso delle organizzazioni di Resistenza, i cinquecento delegati presenti in rappresentanza di oltre duecentomila iscritti si è costituita in Italia la Confederazione Generale del Lavoro.
E' per noi  motivo di grande orgoglio aver festeggiato i 100 anni della CGIL.
Nel 1906 quando nasce la Cgdl, in Italia meno di tre milioni di cittadini aveva diritto al voto; non esisteva legislazione sul lavoro, tutele per il i bambini, per la maternità, per le donne, si potevano chiudere d’autorità le leghe sindacali e le Camere del Lavoro, proibire gli scioperi.
Di strada ne abbiamo fatta, e ancora molta ne abbiamo da fare. Abbiamo un progetto nuovo per l’Italia. Un progetto che parte dal lavoro, dalla sua centralità, dalla sua riconoscibilità, dai saperi, dai diritti. 

Come ho ascoltato dal vostro congresso, come avete ascoltato dal mio intervento, le battaglie dei nostri sindacati sono comuni. Le aspettative sono tante e confidiamo molto nella nascente Confédération syndicale internationale capace di svolgere un ruolo importante di difesa sociale e di potenziamento dei diritti del lavoro nei confronti delle Istituzioni internazionali.

Molta attenzione, poi, dovremo metterla nel partecipare il prossimo XI° congresso della CES che si terrà a Siviglia dal 21 al 24 maggio 2007, per affrontare i problemi posti dalla globalizzazione, dalle politiche liberiste, dalle difficoltà di negoziare il cambiamento, dagli alti livelli di disoccupazione e lavoro precario. E poi, per rafforzare il sindacato in Europa ricercando una dimensione europea della contrattazione collettiva su alcuni temi specifici ed il rafforzamento degli spazi di partecipazione dei lavoratori.

Il sindacato, noi, dobbiamo riconquistare le Istituzioni, i Governi, l'economia ad una rinnovata prospettiva dell'Europa sociale.

La strada è lunga e difficile, ma insieme possiamo farcela.

Viva la CGT, Viva la CGIL,

Viva il vostro Congresso.