nRelazione del Segretario Generale della FIOM CGIL di Chieti

Attivo provinciale dei Quadri e Delegati  

 Lanciano – Hotel Anxanum – 17.10.2006

bozza non corretta                       

 

Care Compagne e cari compagni,

abbiamo modificato, dato un senso diverso alla riunione di stamattina, per gli impegni che abbiamo di fronte, abbiamo la necessità, già a partire da domani, di lanciare la nostra macchina organizzativa  su taluni impegni che ci vedono coinvolti in prima persona, Il 21 ottobre a Foggia contro il lavoro nero e il caporalato, il 27 ottobre a Pescara con un attivo dei delegati di CGIL-CISL e UIL sui problemi legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro, il 4 novembre a Roma contro il lavoro precario per determinare una nuova Legge in materia di lavoro in grado di superare i danni provocati dalla L.30. Inoltre, la categoria nei prossimi giorni sarà mobilitata, come ben sapete, insieme alla CGIL, sulla discussione e approvazione della Legge Finanziaria. Per queste ragioni oggi, ai lavori del Nostro direttivo partecipano i quadri dirigenti delle fabbriche della provincia, fatte eccezioni dei direttivi SEVEL. Con loro terremo una riunione a parte su questi temi. A partire da oggi, avvieremo, prima come segreteria della FIOM, coinvolgendo a tutti i livelli sia la FIOM che la CGIL e poi questo direttivo provinciale sul piano d’azione sindacale della FIOM  in questa provincia  in relazione soprattutto alla presumibile crescita degli iscritti alla FIOM per il prossimo biennio. Quindi è importante la discussione di questa mattina ed è importante capire da Voi, attraverso i vostri interventi, lo stato di salute della FIOM nelle singole aziende. 

 

Dopo l’assemblea organizzativa del 26 e 27 settembre a Roma e prima della conferenza organizzativa della FIOM questo gruppo dirigente dovrà confrontarsi su quale modello organizzativo munirsi per meglio rappresentare il mondo del lavoro e i lavoratori metalmeccanici di questa provincia. Con le elezioni per il rinnovo della RSU della SEVEL e della DENSO abbiamo completato la stagione dei rinnovi delle RSU nelle principali aziende della provincia, l’ultima ieri dove alla Siap-Carraro la FIOM vince con l’80 % di consensi. Oggi abbiamo un quadro più preciso su come siamo organizzati e, oggi, possiamo capire come lavorare nei prossimi anni. 90 aziende sindacalizzate, 190 RSU FIOM su 350 totali tra FIM FIOM UILM ed altri, 600 componenti dei direttivi di fabbrica, 3.800 iscritti su un bacino di lavoratori appartenenti ad  aziende sindacalizzate pari a 17.000 addetti. Tutto in una provincia dove si stimano 25.000 addetti e dove è forte, soprattutto in Val di Sangro, la presenza di lavoro precario (circa 4.000), di questi, grazie agli accordi in essere e realizzati soprattutto dalla FIOM 2.000- 2.500 saranno stabilizzati in Contratti a tempo indeterminato nei prossimi anni. Una FIOM forte e rappresentativa in una provincia che Io definisco sotto il profilo industriale fatta di Luci ed ombre. A questa FIOM la segreteria nazionale, per lo sviluppo che si avrà, nel prossimo biennio, in Val di Sangro, ha chiesto un impegno straordinario in termini di aumento degli iscritti attorno ad un progetto di crescita ulteriore della categoria soprattutto in Val di Sangro. Come segreteria stiamo lavorando per concretizzare questo impegno e nel prossimo direttivo inizieremo la discussione su questo tema.

 

Da queste cose possiamo percepire che lo sviluppo industriale della nostra provincia, nel prossimo biennio sarà importante e notevole, tutto concentrato in Val di Sangro. Certo, io, a questo, aggiungo che lo sviluppo ci sarà solo se il nostro territorio sarà in grado di attrezzarsi e farsi trovare pronto a questo appuntamento. Noi saremo gli attori principali di questo nuovo sviluppo, però lo saremo con la severità che ci contraddistingue perché a Noi non piace pensare che 2 aree industriali cioè il chietino e il vastese diventeranno gli artefici del declino industriale e, mentre la Val di Sangro aumenterà il suo numero di addetti. Non siamo disponibili ad assistere passivamente a questo tortuoso fenomeno dove da una parte si assume e dall’altra parte si chiudono le fabbriche. La crisi della Denso è l’emblema di questo concetto. In quella fabbrica nelle ultime elezioni la FIOM ha avuto, a mio parere un ottimo risultato sia in termini di voti che di RSU, un positivo risultato perché i lavoratori della DENSO hanno capito bene come in una fase difficile come questa la FIOM è riuscita a governare bene senza traumi per i lavoratori e per il territorio. Noi sappiamo che da soli non ce la faremo a contrastare le logiche giapponesi, ma, ce la potremmo fare se tutti gli attori del territorio lavorino insieme a Noi per evitare il declino produttivo di questa grande fabbrica.

 

Stesso ragionamento vale per il chietino perché pensare allo sviluppo industriale del chietino, mentre si chiudono le fabbriche del polo dell’elettronica e delle telecomunicazioni vuol dire che lì non ci sarà nessuno sviluppo. L’area metropolitana Chieti Pescara, L’area industriale del chietino ortonese devono essere rivitalizzante attraverso nuovi investimenti e nuove strategie industriali; ecco perché ci auguriamo che il Patto territoriale chietino ortonese possa ridare quella necessaria vivacità ad un tessuto imprenditoriale ormai malato. In vivace controtendenza è la Val di Sangro ed è proprio in val di Sangro. che l’industria dell’auto, della moto, della componestica dell’auto e della moto si gioca il proprio futuro. Con la SEVEL e il suo indotto, con la honda e il suo indotto in val di Sangro. ci giochiamo una bella partita.

 

Uno sviluppo tra luci ed ombre, pieno di interrogativi, una salita produttiva che pone una seria riflessione al movimento sindacale ed in particolare alla FIOM. Questo fenomeno produttivo, ha di fatto, modificato le relazioni industriali, oggi però ci dobbiamo tutti interrogare su come si governa questo sviluppo e su come all’interno dello stabilimento, il sindacato torni ad essere il vero protagonista della vita di quei lavoratori. Questo grande stravolgimento nelle strategie sindacali, secondo me, è uno dei motivi  del risultato negativo della FIOM. 2 delegati in meno, - 7% dei voti, la Fim diventa il primo sindacato in SEVEL. Nei prossimi anni saremo tutti concentrati nel seguire questa fase sindacale critica perla FIOM e già abbiamo avviato una ampia riflessione sulle ragioni di questa sconfitta e su come intendiamo riorganizzarci. Si riparte dalla SEVEL per governare questa grande fase di sviluppo. Nei prossimi giorni daremo vita alla nascita del coordinamento fiom di sevel e delle fabbriche dell’indotto, questo coordinamento lavorerà per meglio organizzare la presenza della fiom sia in SEVEL che nel suo indotto.

 

IL lavoro è tanto e quello che dobbiamo fare nei prossimi giorni richiede un ulteriore sforzo organizzativo. La manifestazione di Sabato prossimo a Foggia contro il lavoro nero e il caporalato è una grande scommessa che il sindacato vuole mettere in campo, la sua riuscita è importante affinché si delinei nel sud del nostro paese una grande ripresa dello sviluppo industriale sconfiggendo le mafie che rendono, tuttora, i lavoratori schiavi di una pratica, come il caporalato, che annienta e calpesta il valore del lavoro nel sud del nostro paese. La manifestazione regionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro il 27 Ottobre, con un attivo unitario di tutti i quadri sindacali di CGIL-CISL e UIL.

 

La manifestazione del 4 Novembre a Roma dove la FIOM ha aderito ufficialmente anche in contrapposizione con la CGIL, una manifestazione importante per cancellare la Legge 30 e tutte le leggi che hanno tolto la dignità al lavoro e a chi lavora, siamo chiamati ad una grande sforzo organizzativo, 3 autobus da tutta la provincia, raccolta fondi, una presenza importante della FIOM di Chieti, prepariamo questa manifestazione con raccolta fondi, dove è possibile assemblee nelle fabbriche, attivi come quello di oggi ecc. avevamo chiesto al governo e al  ministro di presentare unitamente alla Legge finanziaria una proposta complessiva su una nuova legislazione in materia di lavoro, cioè abbiamo chiesto di mantener fede alle promesse fatte in campagna elettorale, dal 4 nov. In avanti la FIOM lavorerà assiduamente su questi temi. Il 1 giugno a Milano abbiamo lanciato la campagna STOP PRECARIETA’ in tutta Italia stiamo tenendo iniziative, stiamo programmando iniziative, oggi, vi proponiamo una iniziativa importante su questi temi il 2 Dicembre con la nostra festa con una cena e con una iniziativa politica sul tema della precarietà attraverso un convegno nazionale. Quindi una giornata contro il lavoro precario. Il governo ha deciso di rinviare a Gennaio la discussione su come superare la L.30 e sulla riforma delle pensioni. A quell’appuntamento Noi ci saremo con la nostra severità che ci contraddistingue.

 

Oggi la discussione è sulla L.finanziaria, nei documenti troverete l’intervista a Rinaldini e il documento finale del Direttivo Nazionale della CGIL, il governo, dopo la presentazione ha ufficialmente detto che con l’iter parlamentare ci saranno modifiche e aggiustamenti. Aspettiamo la stesura finale per dare un giudizio complessivo. Certo oggi la CGIL e la FIOM senza grandi entusiasmi da un giudizio pressocchè positivo soprattutto in materia fiscale e di redistribuzione delle risorse. Con il cuneo fiscale e con l’irpef i livelli bassi e medi avranno un recupero economico in busta paga. Noi però dobbiamo essere convinti che ciò che i lavoratori dipendenti recuperano con una mano non lo devono restituire con l’altra ecco perché è importante la discussione provocata dai tanti sindaci di centro sinistra sui tagli ai comuni e ai servizi che i comuni devono dare ai loro cittadini. Pensare che per mancanza delle risorse si sceglie di esternalizzare servizi essenziali, quali asili nido noi sappiamo che potrebbe significare un aumento consistente delle rette e quindi il lavoratore dipendente dovrà restituire quello che il cuneo fiscale gli ha dato. Ecco perché è importante capire le scelte che il parlamento farà nella stesura finale della L. finanziaria. Stesso ragionamento sul TFR. E’ vero che è stata sconfitta la logica berlusconiana di scippare il TFR ai lavoratori ma è pur vero come si garantisce al lavoratore la piena libertà di decidere se il suo TFR resta in azienda e quindi a sua disposizione oppure va trasferito nel fondo complementare di categoria. Su questi temi questo direttivo si confronterà nei prossimi giorni la CGIL farà attivi, faremo assemblee nei luoghi di lavoro, daremo un giudizio complessivo alla manovra finanziaria. So di aver messo tanta carne sulla brace, ma, compagni questi sono gli argomenti all’ordine del giorno e su questi temi che ci confronteremo nei prossimi giorni con i lavoratori.