Camera del Lavoro Territoriale di Chieti
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Bper, il termometro di quanto potrebbe accadere in Val di Sangro

Comunicati, FISAC

La Bper Banca SpA è una banca sana. Il terzo Istituto di Credito, in termini di grandezza in Italia e, quindi, non affetta da problematiche. Nonostante ciò, la stessa comunica un piano di riorganizzazione e ristrutturazione che prevede, con decorrenza 3 gennaio 2022, un primo passo: la soppressione di alcuni presidi decisionali su alcuni territori, vale a dire, le Direzioni Territoriali Regionali. Questi sono l’incrocio tra gli interessi dei tessuti economici e gli interessi sociali locali (istituzioni locali, risparmiatori, piccoli imprenditori, aziende micro, piccole e medie), imprescindibile strumento per far vivere lo sviluppo sul territorio.

La Bper, nella storia non troppo lontana dell’Abruzzo, ha incorporato tre banche locali: la Carispaq, la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona (Bls) e la Serfina Banca. Nel giro di poco tempo, ha ridimensionato l’organizzazione di ciò che rimaneva delle banche locali, però ha lasciato una propria Direzione Territoriale Regionale (Abruzzo-Molise), proprio nella ex Direzione Generale della Bls, a Lanciano. C’era una principale motivazione economica e finanziaria in quella scelta: la Val di Sangro. Conosciamo bene il significato economico e sociale di questo lembo di territorio.

Oggi, il piano di ristrutturazione prevede che anche il presidio territoriale (Abruzzo-Molise) a Lanciano, scomparirà, per essere accorpato ad una nuova Direzione Territoriale, in altra regione.

Decisione che riteniamo molto grave.

La Direzione Territoriale Abruzzo-Molise, che consta di 96 filiali, con sede a Lanciano, sarà soppressa. Non significa chiusura, ma sarà sicuramente un “impoverimento” che colpirà l’Abruzzo e il Molise; gli effetti, anche nel breve periodo, potrebbero essere negativi, poiché, quando i centri decisionali locali spariscono, o si allontanano, diminuisce un ruolo essenziale nell’economia, e in particolare, sul credito erogato sul territorio.

Qual è il messaggio sotteso a tale scelta?
Cosa sta accadendo, sotto gli occhi di tutti, in questo territorio?

Il 24 settembre, è stato svolto un presidio dei sindacati di categoria (Fisac/Cgil, First/Cisl, Uil.ca, Fabi ed Unisin) davanti alla Regione Abruzzo, per preannunciare il cambio di passo delle attività creditizie sul territorio ed ora, nella Val di Sangro, sta accadendo qualcosa in più.

Si sente l’esigenza di aprire una discussione collettiva e pubblica, per la formazione di una conoscenza approfondita degli sviluppi e ricercare una previsione degli scenari futuri, con tutti gli attori in campo e in tutti i settori e, soprattutto, con le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche i pensionati che vedono il frutto del loro lavoro, costruito negli anni, in pericolo. Occorre un’espressione del complesso “intreccio positivo” d’interessi, fino a giungere alle alleanze o all’apertura di conflitti, e costruire un difficile percorso, utile in questo tempo.

Il termometro della difficile e nuova fase che si sta prospettando, sicuramente sale, e non ci possiamo permettere di dare letture semplificatrici.

Il futuro non aspetta.

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