Camera del Lavoro Territoriale di Chieti
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Comunicato Stampa: “Nessuno può permettersi di derogare sulla salute e sulla sicurezza”

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Torna a essere alta la preoccupazione a seguito della recrudescenza dei contagi da SARS-Cov2. Al 28 ottobre nella provincia di Chieti si contano 1.752 contagiati, 44 in più nelle 24 ore, più 405 in 10 giorni. Per questo motivo, ribadiamo l’importanza dei protocolli e delle linee guida di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus, nonché la corretta e piena applicazione delle norme in essi contenute.  Strutture sanitarie e socio sanitarie, commercio e ristorazione, imprese, servizi in generale applichino protocolli. Non possiamo permetterci rilassamenti. Sollecitiamo quindi le imprese alla piena e corretta applicazione dei protocolli, dando un ruolo attivo ai comitati costituiti e alle rappresentanze dei lavoratori e, al contempo, invitiamo le istituzioni e gli enti preposti alla sensibilizzazione e a verificare che ciò avvenga.

Nessuno può permettersi di derogare sulla salute e sulla sicurezza.

In tutti quei luoghi dove il contagio si è sviluppato con più virulenza è importante attivare subito i Comitati costituiti a norma del protocollo 24 aprile 2020 con l’obbiettivo di promuovere una strategia per affrontare questa complessa situazione. Dobbiamo immediatamente pensare a misure drastiche di sicurezza per tutelare utenti e lavoratori delle strutture. Un’ulteriore estensione del contagio nel giro di poche settimane potrebbe rischiare di lasciare le strutture con gravi carenze di organico, senza parlare del rischio di situazioni potenzialmente esplosive per l’incolumità dell’intera comunità.

Il Patronato INCA della CGIL di Chieti ha in carico n. 68 pratiche di infortunio lavorativo causato da contagio da Covid 19 sul luogo di lavoro di cui 10 solo negli ultimi 10 giorni. Purtroppo dobbiamo rilevare che nell’attuazione della procedura di tutela del lavoratore infortunato si stanno verificando molte inadempienze dovute ai ritardi, e talvolta anche al rifiuto, dei medici di base nella compilazione e nell’invio all’Inail del certificato di infortunio che a sua volta non consente alla ditta di inoltrare tempestivamente la denuncia di infortunio con il rischio che al lavoratore non vengano riconosciute tutte le indennità economiche che sono garantite dalla tutela Inail. Tutto ciò nonostante i chiarimenti e le circolari fornite dall’Inail, dalle ASL e dall’ordine dei medici che chiariscono che devono essere i medici di base a prendere in carico i pazienti contagiati da covid-19 e che soprattutto per coloro che svolgono attività nel settore sanitario vi è la presunzione legale di infortunio in occasione di lavoro.

La CGIL di Chieti invita tutti i lavoratori e le lavoratrici a rivolgersi alla sede del Patronato Inca  a loro più vicino, anche attraverso i canali telematici forniti nel nostro sito internet www.cgilchieti.it, al fine di ottenere la necessaria assistenza gratuita per la tutela dell’infortunio anche attraverso i propri medici e avvocati.

CGIL e i suoi servizi restano operativi nel rispetto delle norme previste in materia di distanziamento interpersonale, e per questo ci scusiamo per il disagio creato. Invitiamo tutti ad usare il sito per prenotare un appuntamento in modo da contenere i pericoli.

La CGIL come  tutti è preoccupata per le possibili conseguenze negative sulla salute dei cittadini, sulla società e sull’economia. Ribadiamo che nessuno può sentirsi esonerato da tenere comportamenti virtuosi nel rispetto delle norme, l’attenzione di ognuno aiuta tutti.

Al sistema imprenditoriale e alla Pubblica Amministrazione, come al sistema sanitario della regione chiediamo di adoperarsi perché si lavori per circoscrivere il contagio.  In particolar modo, sollecitiamo la massima attenzione al pieno rispetto delle regole in tutti quei luoghi di lavoro aperti al pubblico (esercizi commerciali, bar, ristoranti, supermercati, centri commerciali) e in tutti quei luoghi dove l’accesso di clienti e utenti deve avvenire esclusivamente nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute, come il distanziamento interpersonale e il corretto utilizzo delle mascherine di protezione.

Non servono scelte come quelle della regione Abruzzo sul sistema scolastico. Aver chiuso il sistema dell’istruzione e della formazione è  sbagliato nel metodo perché non sono state coinvolte le OOSS regionali e nemmeno si è fatta una valutazione tecnica, nel merito perché l’istruzione non è considerata strategica per il Paese. Si accentuano le diseguaglianze e non si valorizzano le soluzione adottate per consentire il rientro a scuola e all’università dopo i mesi del blocco totale. Servono invece nuove assunzioni, stabilizzazione del personale precario, internalizzazione dei servizi, estensione della premialità Covid e dotazione di sistemi di protezione individuale anche per i lavoratori in appalto presso le Asl, controlli nelle residenze per anziani, capacità del sistema dei trasporti pubblico di farsi carico delle esigenze e delle norme previste.

E’ inoltre fondamentale anche costruire una rete di strutture capaci di accogliere i casi positivi, che non necessitano di cure ospedaliere, per isolarli dal contesto familiare ed interrompere la catena del contagio.

Chieti, 29 ottobre 2020

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