Camera del Lavoro Territoriale di Chieti
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Sanità privata, contratto scaduto da 15 anni…presidio provinciale

FP, News

Ottima la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori al SIT-IN unitario Provinciale di protesta insieme agli altri colleghi delle strutture private provinciali che vivono le stesse problematiche, il giorno 8 Giugno davanti alla Fondazione Padre Alberto Mileno, il cui Direttore pro tempore, Padre Franco Berti è anche presidente dell’ARIS, ASSOCIAZIONE RELIGIOSA ISTITUTI SOCIOSANITARI.

Il sit-in è stata una nuova occasione per proseguire la lotta e dire basta alle retribuzioni congelate al 2007. Siamo arrivati alla giornata dell’8 giugno dopo aver svolto varie assemblee sui posti di lavoro, imbandieramenti e volantinaggio per evidenziare, ancora una volta, l’indifferenza dell’associazione datoriale ARIS e AIOP RSA nei confronti dei dipendenti i quali sono in attesa del rinnovo contrattuale, fermo, per la parte economica al 2007, a 15 anni fa.

Una situazione semplicemente vergognosa, un ritardo intollerabile e inaccettabile. Un vero e proprio affronto, una beffa nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che continuano ogni giorno a prodigarsi, con la loro professionalità, nei doveri che il proprio ruolo comporta e che legittimamente le aziende pretendono. BUSTE PAGHE più leggere, potere d’acquisto sempre più basso, CARO BOLLETTE, CARO CARBURANTE, aumento dei prezzi per i beni di prima necessità servizi sempre più cari. Parliamo di lavoratori e lavoratrici che nel corso degli anni hanno pagato un prezzo alto, per le diverse difficoltà e vicissitudini che nel corso degli anni, dal 2007 ad oggi, hanno dovuto affrontare, alle quali si è aggiunta la non facile gestione pandemica, che ha sottoposto i lavoratori ad un duro lavoro da cui non si sono tirati indietro ma lo hanno affrontato con coraggio, determinazione, impegno e professionalità.

Di contro non si parla di rinnovo contrattuale. Si evidenzia, ove ce ne fosse ancora bisogno, la situazione paradossale che vede  infermieri, oss, ausiliari socio sanitari addetti all’assistenza, fisioterapisti, educatori, assistenti sociali, logopedisti, terapisti occupazionali, tecnici di radiologia, amministrativi, etc. che a parità di titoli, qualifica, fascia e lavoro, percepiscono un salario inferiore del 30% rispetto ai colleghi assunti prima del 1° gennaio 2013, una vergogna, una vera ingiustizia, una situazione immorale che nel tempo poteva essere corretta, così come hanno fatto tante altre aziende a prescindere dal contratto. Noi non ci fermeremo con le assemblee e i Sit-in, continueremo ad incalzare l’Aris, ASSOCIAZIONE RELIGIOSA ISTITUTI SOCIO SANITARI. Chiederemo anche alla classe politica Regionale di uscire dal silenzio e di fare la sua parte per sbloccare questa situazione INDECENTE. La regione non può essere usata solo per richiedere soldi, accreditamenti e quant’altro, la regione ha il dovere di intervenire anche sulla gestione dei fondi che eroga e l’uso che se ne fa. La regione dovrebbe aprire un tavolo di confronto, sul rinnovo contrattuale e sulle Dotazioni Organiche nelle strutture socio sanitarie- RSA e Centri di riabilitazione. Il rinnovo del contratto non è più procrastinabile, l’attesa ormai è divenuta irriverente nei confronti degli operatori sanitari e dei tantissimi professionisti che lavorano nelle varie strutture che hanno il contratto fermo per la parte economica al 2007, a 15 anni fa. Stamattina al  presidio provinciale di protesta davanti all’Istituto San Francesco-Fondazione Mileno di Vasto Marina con striscioni e bandiere (sullo striscione che si vede nelle foto è scritto “12 anni” perché risale a tre anni fa ed è stato riutilizzato nell’ occasione del sit-in di oggi) c’ erano i lavoratori della sanità e con loro c’erano anche pensionati che in passato hanno usufruito dei servizi di assistenza. Erano presenti anche il consigliere regionale Pietro Smargiassi, il sindaco di Vasto, Francesco Menna e gli assessori comunali Nicola Della Gatta Paola Cianci. Durante la manifestazione una delegazione dei sindacati FP CGIL CISL FP UIL FPL ha incontrato, dentro l’Istituto San Francesco, i rappresentanti dell’Aris Abruzzo Molise, Francesco Nardizzi e Carmine Di Risio. I rappresentati sindacali hanno fatto presente le difficoltà dei lavoratori derivanti dal mancato rinnovo del contratto collettivo fermo al 2007 sotto il profilo retributivo e  come negli anni le BUSTE PAGHE siano diventate leggerissime fino quasi a scomparire del tutto a causa del CARO BOLLETTE, del CARO CARBURANTE, dell’ aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Parliamo di lavoratori e lavoratrici che nel corso degli anni hanno pagato un  prezzo alto, per le diverse difficoltà e vicissitudini, alle quali si è aggiunta la non facile gestione pandemica, che ha sottoposto i lavoratori ad un duro lavoro, al quale non si sono tirati indietro e lo hanno fatto affrontato con coraggio, determinazione, impegno e professionalità l’emergenza. I rappresentanti dell’Aris, su mandato di tutte le strutture regionali, hanno invece ripercorso le difficoltà che tutti gli enti si trovano ad attraversare. Hanno precisato, altresì, che ogni intervento sulla contrattazione dev’essere condiviso in sede nazionale, posto che deve comportare il contestuale adeguamento delle rette di degenza, ferme in Abruzzo al 2002, che rappresentano l’unica fonte di entrata per gli enti. L’Aris si farà portatore presso la sede nazionale di quella che ritiene essere legittima richiesta e, insieme alle sigle sindacali, richiederà alla Regione Abruzzo l’immediata convocazione di un tavolo di concertazione, cui si chiederà la partecipazione dei rappresentanti istituzionali del territorio.

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